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- Magic Gladius -
 
XIV GIORNATA
 Fuga di parole silenziose (protagonisti: Sisal, Arkdes, Aran e Kosmos)

Magic Gladius
 

Fuga di parole silenziose

Come nascosta sotto ad una coperta scura, la foresta rivolge sguardi intensi alla luna e alle stelle; fa freddo, più freddo del solito e l'umidità penetra lentamente nelle ossa. La veglia è piena di rumori e dubbi che rimbombano. Il giovane druido giace a gambe  incrociate, imprigionato. Privo dello scettro, è rinchiuso in un Sa-gabna, tetraedro dalle sbarre di bambù che annulla il suo potere.

La sua testa è stretta tra le braccia, le dita rigide, quasi paralizzate: conosce il destino di chi viola il codice dei druidi. Il giorno seguente, all'alba, verrà giustiziato: il suo corpo verrà diviso a metà, le gambe scartate e le restanti parti utilizzate per forgiare un nuovo manufatto. Nella ciclicità di destini già scritti, il giusto pegno per un tradimento, è la riconversione in materia. Questo dice la legge della foresta sacra.

Mentre tutto ciò avviene, non troppo distante, sta marciando la delegazione di uomini liberi. Il sole è calato. Al reggimento non resta che fermarsi per la notte; anche il nemico si sarebbe dovuto fermare. Ignari di trasportare Hostage sotto forma di catene, i soldati allestiscono un piccolo campo.

Aran - Sorseggiando del burnor - "Ripartiremo domani all'alba! - Indicando Kosmos - "Burp! Kosmos, vieni qui, devo parlarti."

Kosmos - Perplesso - "Va bene, purchè tu non abbia intenzione di usarmi come pietanza notturna!"

I due entrano nella tenda; mentre discutono, Kosmos osserva la vegetazione esterna e ascolta, tra lo stanco e l'affascinato, il canto dei grilli da tutte le direzioni. I suoi occhi sono lucidi, febbricitanti, Aran invece è quasi ubriaco.

Aran - Con sguardo amareggiato - "Sei giovane ed è normale che viaggiare ti porti allegria... Ma finirà, sparirà ogni sorriso quando incontrerai il campo di battaglia, l'odore di morte..." - Lasciandosi cadere sul giaciglio - "Allora soltanto questo, il burnor, ti farà ridere... Ridere... Ridere... Come sta Loug?"

Kosmos - Distratto - "Mh? Non bene! Ha il corpo ricoperto di escoriazioni non credo che la cura stia avendo effetto..."

Aran - "Al contrario idiota, il suo corpo sta respingendo il veleno e si appresta a guarire!" - Ridacchiando - "A quanto pare non siete tutti effeminati voi scemotti di Sollis."

Kosmos - "Si dice Sollus, forse sarebbe il caso di smettere di bere... O almeno di offrire al 'prescelto'?"

Aran - "No! Berrai dopo... Dopo la tua prima battaglia... Capito? E ora parlami di te, perchè ti sei arruolato? Depressione o desiderio di rivalsa?"

Kosmos - Contrariato - "Non voglio parlarne."

Aran - "Una donna?"

Kosmos - "..."

Aran - "Una donna vero? Lo sapevo, te lo si legge in faccia che tu la guerra non l'hai mai cercata, sei... Sei... Non sei come Loug, lui si che ha un obiettivo, una vendetta, un odio represso... Chissà..."

Kosmos - Seccato - "Va bene, posso andare ora?"

Aran - "No dormi pure qui io tornerò, devo camminare un po'..."

Kosmos - "Devi... Nutrirti?"

Aran - "No, no riuscirò a resistere ancora qualche luna... Vado, tu non uscire per nessun motivo. Qui sarai al sicuro, nessuno oserà entrare."

Quasi barcollante Aran esce dall'accampamento e prende a camminare in direzione del centro della foresta. Spera invano di incontrare Sisal ma il suo camminare giunge a metà clessidra e deve fare ritorno al campo. Inaspettatamente, nel ripercorrere la strada imboccata, incontra un vecchio: Secruel, padre di Arkdes.

Secruel - "Dove stai andando Aran?"

Aran - Agitato - "Chi sei? Come conosci il mio nome...? Sei un druido? Fatti vedere!"

Secruel - "Sapevo che saresti venuto, so molte cose su di te, voglio che tu mi aiuti a liberare Sisal, il druido che ti ha affidato la missione che hai recentemente svolto. Mi è stato riferito che possiedi abilità non comuni."

Aran - "Come? Dove si trova? Perchè dovrei liberarlo? Non parlo con chi non vedo in faccia..."

Secruel - Aprendo la mano - "Domani verrà giustiziato per aver infranto il codice dei druidi. Lo taglieranno a metà, se seguirai queste lucciole lo troverai, hai poco tempo, giovane vampiro."

Aran - "Vampiro? Perchè dovrei fidarmi? Che genere di crimine ha commesso?"

Secruel - Sparendo nell'oscurità - "Saprai tutto a tempo debito."

Aran - Inciampando - "Aspetta! Devo... Maledizione!"

A differenza del primo incontro con un druido, la diffidenza verso lo sconosciuto è quasi nulla: Aran sente inspiegabilmente di potersi fidare delle parole dell'uomo e decide così di accettare l'incarico. Merito della polvere sparsa da Secruel e dell'ubriachezza. Il druido non si limita tuttavia a persuadere il suo interlocutore ma impegna le sue formidabili capacità magiche per garantirgli un passaggio sicuro fino alla gabbia di Sisal.

Non è la prima volta che Aran si trova a far evadere un prigioniero, è di certo la prima volta però che si trova a doverlo fare nella foresta sacra al suo popolo. Giunto senza problemi a destinazione nota che a vegliare su Sisal c'è una guardia: un orco armato di ascia. Con le facoltà di vampiro non è un problema balzargli alle spalle e tramortirlo. Il problema sarebbe stato al suo rapido risveglio. Gli orchi sono guerrieri eccezionali, Aran sa che occorrerà procurargli gravi ferite perchè non possa inseguirlo, decide quindi di praticargli dei tagli dietro le ginocchia.

Aran - A bassa voce - "Sisal! Sisal! Druido svegliati!"

Sisal - Appena svegliato - "Come? Cosa? Aran! Da dove arrivi?"

Aran - "Sono qui per farti fuggire! Non c'è tempo! Sono protette da magia queste canne di bambù?"

Sisal - "C'è un incantesimo che mi impedisce di dissolverle! Come hai saputo? Chi ti manda?"

Aran - Spezzando a mani nude i legni - "Bene, non hanno pensato alla forza bruta, esci presto!"

Sisal - Allarmato - "La guardia! Si sta riprendendo!"

Guardia - Stordita e infuriata - "Uh? Uh!? Uooaarh!!"

Aran - Schivando il fendente - "Mi spiace, avresti dovuto rimanere a terra più a lungo. Dovrò farti del male."

Mentre Aran cerca di tenere testa all'energumeno Sisal fugge tra i cespugli.

Aran - Distraendosi - "Fermo, non da quella parte!"

Guardia - Piantando con furia la lama nella schiena di Aran - "Uooohh! Ahg! Ahg!"

Aran - Cadendo su un ginocchio - "Mgrrh... Ora... Mi ha fatto davvero adirare."

Pronunciate queste parole il vampiro recupera la lucidità e voltatosi con movimento felino estrae la spada. In un battito di ciglia il fendente penetra nella coriacea carne del colosso. La lama tocca con maestria e precisione i tre punti vitali vulnerabili dell'orco. Tre affondi. Morto. Nel frattempo la ferita subita prende a rigenerarsi ma questo gli costa notevole sforzo.

Aran - Correndo tra i rovi - "Sisal! Dobbiamo fuggire! Dove sei?"

Nella la disperazione della corsa il libero sembra via via perdere l'orientamento e con esso le speranze di adempiere alla missione. D'un tratto però, la figura di Sisal si presenta di fronte a lui, ha in braccio qualcuno. Nel buio non si distingue bene, sembra una donna, priva di sensi. Sembra avere delle malformazioni.

Sisal - "Seguimi, conosco una rapida via d'uscita!"

I due giungono in effetti fuori dalla foresta ma è già mattina inoltrata e secondo gli ordini stabiliti la delegazione è partita verso la gola di Frodend.

Sisal - Provato - "Anf! Anf! Aspetta, non ce la faccio, non sono abituato a trasportare... Anf!"

Aran - Camminando a passo spedito - "Dalla a me! Dobbiamo arrivare a Frodend, prima che ci sguinzaglino addosso tutti gli uomini a disposizione! Cos'è quella, una larva di ardocoda? Che ce ne facciamo?"

Secruel - Comparendo dal nulla - "Quella è mia figlia. Voglio che la portiate con voi e che le somministriate queste sostanze. Sisal questo è il vero favore che ti chiedo, salvala, ti prego... Vedere una figlia in quello stato è troppo anche per un membro del consiglio dei saggi. Abbine cura, avallerò la vostra fuga."

Sisal - "Secruel, ti uccideranno, parti con noi! Aran ci porterà in salvo!"

Aran - "Decidete in fretta o nessuno di noi si salverà."

Secruel - Abbozzando un sorriso - "Ho già deciso. Sono stato io a drogarti mentre discutevamo ieri, ho usato la bargavola... Ho fatto in modo che usassi il tuo scettro per liberarla, sapevo che si sarebbe dissolto, è vero ti ho danneggiato ma... Permettimi di donarti il mio: tieni, abbi cura di Arkdes per me... Non ti ho mai parlato delle visioni che io ho avuto... Di te, Arkdes e... Non lo farò nemmeno ora... Proteggila, ti prego!"

Sisal - Confuso e agitato - "Perchè io, perchè?"

Aran - "Stanno arrivando! Non c'è più tempo! Sisal!"

Secruel - "Andate. Un giorno lo capirai, tu e Arkdes..."

Pronunciate queste ultime parole Secruel chiude con forza gli occhi e smaterializzandosi forma una barriera; davanti agli occhi dei tre fuggiaschi si diffonde ampia e lucente un'energia che arresta l'avanzata degli orchi furenti. Sisal sa che senza il suo scettro non avrebbe potuto resistere a lungo. Il suo Icosh si sarebbe prosciugato. Lo spettacolo è magnificente, un arcobaleno di fluttuanti riflessi: l'ultimo sforzo di un grande druido, l'ultimo respiro prima di disperdersi nell'aria.

Sisal - Urlando lacrimante - "Maestro!! Noo!"

Aran - Strattonando Sisal - "Andiamo!"

Il sacrificio di Secruel concede il tempo necessario ai fuggiaschi. Di lì a poco, Aran e Sisal si scambiano le informazioni su Kosmos, Arkdes e Secruel, il druido pare però distratto, attento più che altro alla condizione della ragazza che porta in braccio.
 

CONTINUA...

 

 
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