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- Magic Gladius -
 
XII GIORNATA
 Sibilo di serpente (protagonisti: Kosmos, Hostage e Aran)

Magic Gladius
 

Sibilo di serpente

La foresta s'infittisce intorno alla delegazione di uomini liberi. Pian piano assume toni sempre più cupi, oscuri. Energie malefiche sembrano volteggiare nel silenzio delle ombre, tra i fruscii dei rami: l'atmosfera è angosciosa e tesa. L'assalto da parte di una creatura considerata amica non era stato casuale, qualcuno voleva che la truppa rallentasse la marcia, qualcuno a conoscenza delle procedure militari di Montrak. L'attacco è costato all'esercito una lunga sosta.

La spia sfiora la foresta dei druidi come un serpente scivola attorno agli ostacoli, lento e silenzioso, sicuro del proprio operato. Nessuna traccia, nessun segno di bivacco, cibo, fuoco: nulla. Doveva essere stata addestrata molto bene.

Loug viene trasportato su una lettiga improvvisata; sui legni incrociati l'uno sull'altro, i suoi muscoli giacciono gravemente danneggiati. Fatica a respirare. Aran sapendo come disintossicarlo lo ha ricoperto di erbe mediche prima digerite dal suo cavallo. Kosmos invece si è ripreso e nonostante l'estrema sensazione di debolezza, riesce a camminare. Mentre il libero di Montrak lo interroga l'anatra riposa in mezzo ad alcune lance accatastate su un carro.

Aran - "Ragazzo, stai bene?"

Kosmos - Spaesato e stordito - "Mh... Si basta che non... Mi ricopri di sterco di cavallo come hai fatto con Loug..."

Aran - "Bene, se riesci a fare spirito vuol dire che sei in piena salute... Ascoltami, quando hai aggredito quell'ardocoda ho percepito dell'energia fuoriuscire da te. Come hai fatto? Che allenamenti hai seguito?"

Kosmos - Ad occhi socchiusi - "Nessuno... Signore, il mio corpo ha iniziato a pulsare... Ho avvertito dietro la nuca una forte fitta, la fitta si è poi trasmessa a tutto il resto del corpo, spasmi...! I miei muscoli si tendevano e si rilasciavano rapidi, il resto è stato facile..." - Vantandosi - " Sono un grande guerriero, è che la plebe non... Anf! Non mi capisce..."

Aran - Impaziente - "Non scherzare... Vieni, camminiamo insieme, più distanti dal gruppo..." - Poco più in là - "Vedi, un druido mi ha affidato una missione che non ha nulla a che vedere con Sollus, io dovevo cercare un essere dal quale sarebbe dipesa la sorte di una guerra..."

Kosmos - "Un altro scherzo? Perchè me lo dici? E quando lo incontreremo?"

Aran - "Sei tu... La visione del druido corrisponde a verità, mi ha parlato di un ragazzo straordinario con un dito monco, ho l'ordine di proteggerti ad ogni costo..."

Kosmos - Abbozzando un sorriso - "E io che pensavo che qui le sciocchezze più insensate le dicesse Loug... Devo ricredermi questa è indubbiamente la più grande. Sono solo un pastore in cerca di avventura... Ho strangolato una donna mezza sotterrata, niente di più..."

Aran - "L'hai fatto muovendoti tra gli alberi come una scimmia, senza che io o lo spirito potessimo accorgercene e l'hai strangolato staccandogli la testa con un solo braccio. Non è normale, tu sei..."

Kosmos - "Un prescelto eh? Questo vuol dire che non dovrò più trasportare l'acqua? Che mi tratterete come un principe? Va bene, mi sembra giusto, cosa mi servite come pasto?"

Aran annuisce con un piccolo sorriso. Poco dopo Kosmos si trova in fondo al gruppo a trasportare oltre l'acqua anche le pelli che spettavano a Loug.

Aran - Beffardo - "Temevo di dover essere delicato con te ma dato che sei così forte potrò inasprire il tuo addestramento, non ti spiace vero?"

Kosmos - Sfiancato - "Anf! Anf! Tra tutti i maledetti tu sei il più viscido! Tricheco! Cane! Maledetto! Anf!"

Aran - Dopo aver scagliato un pugno nello stomaco di Kosmos - "Sei forte ma a mio confronto non sei che una piuma in una tempesta. Impara... Il rispetto." - Calciandolo con violenza - "E ora rialzati, da quell'acqua e da quelle pelli dipende la salvezza di tutti quanti. Impara, attenzione e rispetto, attenzione e... " - Rivoltandolo - " Rispetto."

Kosmos - Dolorante - "Uogh, dannazione..."

Mentre Kosmos si rialza, poco più avanti, un uomo avvolto in un mantello procede a passo lento, ha il capo chino e gli occhi azzurri ghiaccio oscurati dall'ombra del cappuccio. E' alto. Si siede, ad aspettare, a dialogare con i suoi pensieri. Sotto al corpetto dell'armatura ci sono carte importanti, quelle rubate a Wetes. Le straccia, ora risiedono nella sua mente.

Sulla sua mano compare uno stemma appartenente ad un'importante casata del Regno Nero. La gola di Frodend è vicina, la spia sa che laggiù potrebbero esserci altri soldati di Montrak o di Sollus. Se questa operazione dovesse andare a buon fine il suo grado potrebbe salire e le sue ambizioni potrebbero essere compiaciute. Attende e attende e attende fino a quando un vecchio non lo raggiunge.

Vecchio - "Mi perdoni per il ritardo ma ero osservato e non avrei potuto..."

Hostage - Con voce glaciale - "L'avevo previsto e ho fatto in modo di rallentare il nemico. Non provocare oltre la mia pazienza. Vecchio, sai ciò che devi fare, ripeterai tutto quello che ti ho detto con precisione, questo è metà del tuo compenso, il resto lo avrai a Grandal. Ricorda, la tua famiglia verrà gettata alle fiamme della città del fuoco se commetterai anche il minimo errore."

Vecchio - Abbattuto - "Si... farò ciò che mi chiedete."

Le mani di Hostage sono irrequiete, i suoi occhi fissano il vuoto spalancati e iniettati di sangue, sa di stare per correre un grande rischio: affrontare Aran e l'intera delegazione di Montrak. Prima della missione ha maniacalmente fatto e rifatto tutti i calcoli. Aran si sta avvicinando e lui siede concentrato. Dopo poco si alza fissando il vecchio. I suoi nervi si tendono: cade a terra. In uno scroscio di sibili metallici, il mantello nero perde il volume del possente corpo; sotto la stoffa non rimangono altro che catene.

Berg - "Aran, c'è un vecchio che trasporta della ferraglia su un carretto con dei buoi, come ci comportiamo?"

Aran - "Ci parlo io, potrebbe avere informazioni utili sulla spia, voi tenete gli occhi aperti."

Berg - "Va bene, diffondo l'ordine."

Aran - Di fonte al vecchio - "Ehi vecchio, dove sei diretto? Siamo di Montrak, a quale regno appartieni tu?"

Vecchio - "Sono un fabbro di Es, vengo da Tansha, porto i miei ferri a Methymna, la capitale del Regno di Sollus, ho anche ottime armi lavorate a mano se volete posso mostrarvele..."

Aran - Perlustrando il carretto - "No non ci interessano grazie, sei molto lontano da casa... Hai incontrato qualcuno durante il tuo cammino?"

Vecchio - "No nessuno mi spiace... Vi prego potete darmi dell'acqua? Ho quasi terminato le scorte..."

Aran - Perquisendolo - "Va bene, puoi andare ma fai attenzione, ci sono varie insidie lungo questo sentiero. Avrai dell'acqua, chiedila all'uomo in fondo alla carovana."

Vecchio - "Grazie, grazie! Che lo spirito di Es vi protegga!"

Il vecchio si avvia lentamente verso la coda del gruppo ma Aran decide per sicurezza di farlo seguire fino al calare del sole da Berg. Il libero si sarebbe poi ricongiunto alla delegazione durante la sosta forzata a Frodend.

Vecchio - "Ragazzo, il tuo comandante Aran mi offre dell'acqua, posso averla?"

Kosmos - "Oh, uff! Si, non chiedo di meglio, tieni, questa basterà! Attento a non farla cadere, ecco..."

Vecchio - "Grazie, grazie! Voi mi risparmiate una grande fatica, alla mia età... Sapete che vi dico?"

Kosmos - Ridendo - "Buona marcia?"

Vecchio - "Ah! Ah! No! Voglio farvi un dono, prendete queste catene, sono molto resistenti e potrebbero esservi utili in qualche occasione! Sono un mercante di Tansha non offendetemi rinunciando al baratto."

Kosmos - Imbarazzato - "Non so se è il caso... Sembrano pesanti e..."

Il vecchio, da abile venditore quale era, riesce in breve a convincere Kosmos ad accettare il dono. Le catene vengono così caricate, all'insaputa di Aran, insieme alle altre armi dell'esercito. Mentre il vecchio si allontana per un altro sentiero Berg lo segue da lontano senza farsi scorgere.

CONTINUA...

 

 
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