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Venerdì 15 aprile 2005 - 15.13.58 La Chiesa anglicana
Cattolica e riformata
Verso la fine del XV e l'inizio del XVI secolo l'Inghilterra stava
attuando una politica di ripresa dopo la Guerra delle Due Rose
(1455-1485), tra i cui effetti vi era quello di evitare interferenze
esterne per via del forte nazionalismo sviluppatosi. Risulta chiaro che
una delle principali interferenze esterne presenti nel paese era la
Chiesa romana, la quale possedeva sterminati possedimenti (25% del
territorio nazionale); inoltre gli uomini del clero godevano di
privilegi nel pagare le tasse.
Già con queste tensioni nei confronti di Roma, nel 1509 sale al trono
Enrico VIII, diciottenne inizialmente molto devoto alla Chiesa cattolica
(tanto da scrivere un Assertio Septem Sacramentorum, da opporsi con
forza alla diffusione del luteranesimo e facendo di tutto per ottenere
il titolo di "Difensor fidei", ossia difensore della fede). Alcuni anni
più tardi però Enrico VIII, sposato con l'ormai anziana Caterina
D'Aragona (sua zia nonché nipote di Carlo V), vide che lei non avrebbe
mai potuto generargli un erede maschio e quindi chiese al papa di
annullare il suo matrimonio, che però si rifiuto a causa delle pressioni
subite da Carlo V.
Così decise di iniziare a fare una serie di affronti al papa romano
quali far votare dal Parlamento "L'Atto di Supremazia" in cui il monarca
inglese veniva riconosciuto come capo assoluto della Chiesa inglese e
più avanti decise che i tributi non sarebbero più stati versati a Roma
ma alla corona. L'evento che portò ufficialmente alla scissione totale
fu quando Enrico sposò in gran segreto Anna Bolena (dalla quale già
aspettava un figlio) e fece sciogliere il matrimonio con Caterina
D'Aragona grazie a un decreto riguardante l'indipendenza dalla
Chiesa cattolica. Il papa Clemente VII rispose all'offesa con la
scomunica a cui il sovrano inglese ribatté con un nuovo "Atto di
Supremazia" che gli riconosceva il potere di reprimere le eresie e
scomunicare, che imponeva agli inglesi l'obbligo di giurare solo di
fronte al re e non ad altre autorità straniere e infine condannava per
tradimento chi insinuasse che il re era un eretico, un tiranno o uno
scismatico. Finora però erano stati apportati solo pochi cambiamenti
alla liturgia cattolica (anche per via del fatto che Leone X per evitare
uno scisma totale l'aveva nominato comunque "Fidei difensor") ma con
l'ascesa al trono di Eduardo VI vennero apportate alcune profonde
modifiche in linea con le idee protestanti (come stava ormai accadendo
in tutta Europa); da queste riforme nacque il Libro delle Preghiere
Comuni, pubblicato con l'autorità del Parlamento. Quando Maria Tudor
prese il potere per tutta la durata del suo regno l'Inghilterra si
riavvicinò al cattolicesimo ma con il ritorno al trono di una fervida
protestante (la sorella di Maria, Elisabetta) avvenne un secondo scisma,
definitivo. Sotto il suo governo vennero stilati i 39 articoli della
fede che delinearono la religione anglicana: essi non erano null'altro
che una fusione tra cattolicesimo, luteranesimo e calvinismo. Da questo
punto in poi l'Anglicanesimo si sviluppò ulteriormente ma questo esce
dall'intento di questo articolo. Quello che desideravo far risaltare è
il fatto che questo scisma è nato esclusivamente per ragioni politiche,
anzi peggio, per un intrigo matrimoniale; inoltre essa è stata adattata
alla corona inglese per comodità. Non che in quel periodo la Chiesa
cattolica si comportasse molto meglio ma l'Anglicanesimo non ha fatto
niente di più di modificare la dottrina prendendo un po' qua e un po' là
da dove serviva. La cosa perdura fino ad oggi; credo che il popolo
inglese dovrebbe rendersi conto che si tratta di un'imposizione
piuttosto che un'ispirazione dovuta alla fede.
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