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- L'ape -
 
ANIMALI NEL MONDO
IMMAGINE DESCRIZIONE

L'ape
 


Ape

GRUPPO: invertebrati
ORDINE: imonotteri
FAMIGLIA: apidi
GENERE: apis mellifera

LUNGHEZZA: 22 mm l'ape regina, 20 mm il fuco, 16 mm l'operaia

RIPRODUZIONE: probabilmente tutto l'anno

DIETA TIPICA: nettarivora (si nutre di nettare)
VITA MEDIA: fino a 6 anni la regina, 4 o 5 settimane il fuco, 8 settimane l'operaia

CURIOSITA'


NOTE INTERESSANTI

  • La vita di un fuco dura 84 volte meno di quella della regina. In effetti la sua esistenza non supera le 4 settimane; un'ape operaia vive il doppio del tempo. Ad ogni colonia di api installata in un alveare fa capo una regina, attorno alla quale si sviluppano tra i 1000 e i 2000 maschi, o fuchi, e tra le 40000 e 60000 api operaie.
  • Per riempire l'ingluvie l'ape moltiplica le sue frenetiche visite ai fiori: dai 1000 ai 2000 fiori visitati al giorno. Davvero instancabile! 40000 api possono posarsi su 80 milioni di fiori ogni giorno.
  • Unica perpetuare la specie, la regina depone fra le 1500 e le 2000 uova al giorno. Fatte le debite proporzioni, la crescita di una larva in un giorno equivale a quella di un vitello in un anno.
  • Un'ape sbatte le ali circa 12000 volte al minuto.
  • Quando un animale o un uomo minacciano l'alveare, l'ape non esita a sacrificare la propria vita per difenderlo. Infatti, una volta che ha affondato il suo dardo nel corpo della vittima, conclude la sua missione vendicatrice fino alle estreme conseguenze. Separato dal corpo, il pungiglione penetra sempre in profondità e inietta il veleno.
  • Durante il suo lungo regno, che non dura mai meno di 4 anni, l'ape regina esercita un potere assoluto. L'autorità le deriva dal fatto che secerne una sostanza (feromone) che non permette alle operaie di svilupparsi sessualmente. Questo fenomeno d'inibizione fa delle api operaie delle "prestatrici d'opera" sottomese completamente a una regina dotata di tutti i poteri, compreso quello di procreare.
  • Da tempi assai remoti l'uomo sfrutta le api per utilizzare la cera e, soprattutto, il miele. I ricoveri, o arnie, nei quali vengono raccolte le api devono essere situati in una zona ricca di piante nettarifere, fra le quali ottime sono le leguminose (erba medica, trifoglio...) E le piante da frutta. Oltre al miele, le api producono pappa reale, polline e propoli, prodotti le cui virtù sono decantate da naturalisti e medici.
  • L'ape è vittima di un parassita, responsabile della varroasi, malattia che infesta e condanna un'intera colonia di api. I ricercatori hanno fatto molti progressi nel tentativo di stroncare questo male..

Habitat Comportamento

Habitat
L'ape è uno degli insetti più diffusi nel mondo. Si trova ovunque, tranne che nelle regioni artiche, dove il clima rigido gli impedisce di vivere. Preferisce i luoghi aperti ma poco disturbati e si insedia, per costruire un alveare, nei ceppi dei vecchi alberi. L'alveare, o arnia se realizzato dall'uomo, è formato da vari scomparti, composti da celle dalle pareti di cera realizzate dalle operaie. Le celle, chiuse con opercoli color mattone contengono la covata (larve e ninfe), le celle otturate con cera bianca sono colme di miele, destinato a nutrire le larve e infine le celle otturate da cera gialla sono quelle che contengono il polline.
 

Comportamento
In natura l'ape domestica ha molti nemici. Deve, per esempio, evitare certi uccelli che volano vicino agli alveari, come i gruccioni (rari in Italia), ghiotti anche di vespe e calabroni. Questi ultimi due, a loro volta, fra gli insetti, sono coloro che insidiano maggiormente le api, poiché sono in grado di paralizzarle. Perciò, questo insetto deve restare sulla difensiva e contare sulle proprie armi per sopravvivere. È armata di un pungiglione a forma di arpione ma, dopo aver trafitto la vittima, al momento di staccarsi da essa, di solito si squarcia l'addome e muore. La sua natura in effetti non è battagliera. Completamente concentrata nel suo lavoro all'interno dell'affollatissimo alveare, si nutre dello stesso miele che produce. Nelle giornate di sole vola sulle piante in fiore che frequenta durante tutta l'estate.
 
Nutrimento Riproduzione

Nutrimento
Servendosi della sua proboscide aspira dai fiori il nettare, una sostanza zuccherina, e la ripone nelle ingluvie. Il liquido si mescola quindi alla saliva che, grazie alle sostanze che contiene, trasforma il prodotto grezzo. Gli zuccheri del nettare vengono lavorati dall'ape, che non deve far altro che immagazzinare il prodotto finale nelle celle dell'alveare dove esso si accumula fino a diventare miele. L'ape predilige i fiori selvatici e quelli di campo, i tigli e le acacie. Ciascuna "materia prima" conferisce al miele un gusto diverso. Non solo il nettare viene tuttavia immagazzinato: meticolosa, ripone il polline nei "cestelli" che, provvidamente ha sulle zampe posteriori.
 

Riproduzione
La regina ha il privilegio della riproduzione. Solo lei può deporre le uova che, una volta sviluppate, diverranno altrettanti membri del suo regno, artefici con il loro lavoro del successo della piccola "azienda". Tra di essi vi è il fuco, di sesso maschile, nato da un uovo non fecondato, e l'ape operaia, lavoratrice instancabile. Tutte le uova vengono disposte nelle celle dei vari reparti dell'alveare. La schiusa avviene dopo 3 giorni dalla deposizione, quando, dopo essere divenute ninfe, nascono già perfettamente autonome e in grado di lavorare. In effetti, la vita di un'operaia è molto intensa. Appena nata, comincia a pulire le celle e, dopo il quarto giorno, a nutrire le larve. A dieci giorni è già dotata degli organi per produrre la cera. Può immagazzinare il polline e il nettare raccolti sui fiori dalle sue compagne. All'età di 20 giorni incomincia a volare; lascia il nido per la prima volta e parte per la raccolta che, incessantemente, continua fino alla morte.
 
IMMAGINI E LINK
LISTA
  • IMMAGINE 1 - Un'ape su un pezzo di legno si riposa.
  • IMMAGINE 2 - Un'ape impegnata ad accumulare polline su un fiore.
  • IMMAGINE 3 - Un'ape su un fiore si procura nutrimento.
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