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Venerdì 25 febbraio 2005 - 15.01.20 Anteprima
collezioni autunno/inverno 2005/2006
Block notes per il prossimo inverno
Visitare i padiglioni della fiera campionaria di Milano nelle giornate
della moda in anteprima 2006, è stimolante, poiché i mezzi di
comunicazione e di veicolazione del prodotto, per essere mirati, sanno
avvalersi di tecnologie, materiali ed espressività all'avanguardia. Lo
sforzo di concentrare tutto per quei giorni, obbliga a cercare performances il più possibile avanzate da parte di ogni azienda. Si
tratta di ditte o manifatture di livello medio alto. Ma guardiamoci in
giro: la gonna tenta di riaffermarsi nel quotidiano, come minigonna per
le giovanissime, con un perfetto a plomb sul ginocchio per tutte, magari
con uno splendido paio di stivali neri da motociclista, che, volentieri,
saranno indossati anche sotto dinamici pantaloncini di lunghezza
trequarti, il "pinocchietto", che già conosciamo. Per la mini, al
contrario, sono apparsi molti stivali sopraginocchio. La gonna potrà
essere sia un ritorno ai classici dei favolosi anni '50, gli anni del
bon ton (davvero gettonatissimi!), sia potrà saccheggiare selvaggiamente
tutti gli stili etnici di tutto il mondo, rubando tutti i decori di cui
si adornano le donne anche delle terre più lontane. Si connettono
tradizioni ed etnie diverse, oriente ed occidente, come sempre, ad
esempio, per Marras, che presenta uno stile marcatamente inglese tutto
coniugato con tagli e decori della grande India. D'altro lato la
contaminazione è sempre stata il suo modo di esprimersi. Ma più avanti
scopriremo ricami meravigliosi di popoli del tutto nuovi al mondo della
moda.
Piccoli cappotti e il pelo In autunno continueremo a portare il trench, col suo collo a due punte
dai grandi revers, lunghezza al ginocchio, strizzato in vita. In inverno
ci avvolgeremo in piccoli cappotti per bene, quasi sempre rifiniti con
colli, manicotti o profili in pelo. E possibilmente sia pelo inedito e
ricercato. Quest'ultimo si infilerà dappertutto : sopra ogni cosa
morbidissimo orilag, volpi di ogni genere, linci maculate di rara
bellezza, visoni e zibellini, naturalmente Questo per confermare il
ritorno , già promesso , anche se non del tutto affermato, della
pelliccia, vista nello stupore delle infinite gradazioni e sorprendenti
venature della sua naturale bellezza, per la peculiarità irripetibile di
ogni singolo animale.
Nero e dintorni Per quanto riguarda il colore, predominante è sempre il nero. Spesso
abbinato, come per un gioco di contraddizione degli opposti, al beige,
anch' esso un leit motif nelle ultime stagioni. Ma il fascino si accende
anche di color prugna, bordeaux, malva, in tutte, ma proprio tutte le
tonalità ,sia chiare che scure, le quali poi si abbinano alle infinite
gradazioni di rosa: color carne, rosa rosa, rosaccio, cipria spento,
rosa antico. Il prugna magicamente ed inaspettatamente, a volte si
unisce – udite,udite- al rosso. Ora fate una pausa,poi pensate
quest'altro
binomio: proviamo la bellezza di un prugna più un intenso turchese
scuro, invernale (Alberta Pepe). Magico! In altri momenti, invece,
osserveremo dei cachemire arancio intenso, profilati o abbinati a due
strati con un arancio chiaro (Maillot, Milano). Ma il colore che già da
tempo presentivo come il più originale e che ora si impone, è il color
ottanio, il color petrolio. Non è verde, non è azzurro scuro ,non è blu,
non è smeraldo: è splendido. Ed è splendido col prugna e col rosa
antico. Poi ogni giorno si affacceranno ancora e ancora nuove tonalità,
a raffica, per sorprenderci, sempre.
Fasto e insieme
neo-minimalismo Lanciando lo sguardo sul prossimo autunno-inverno 2005-2006,
focalizziamo per prime molte immagini di semplicità neo-purista, sempre
vincenti, che sono sinonimo di modernità o, meglio, di avanguardia,
nella ricerca di quella essenzialità, che, a forza di spogliare, chiama
il vuoto. Questa tendenza ha mirabilmente caratterizzato il ‘900. E,
tuttavia, la tentazione del fasto chiede continue transazioni, fino a
diventare, in molti momenti, dominante. Già apparso da qualche decennio,
quest'anno sarà connotato da un viaggio immaginario nella vecchia
Russia, per dare vita a fantastiche zarine. Forse perché i nuovi ricchi
dell'ex-Urss si stanno affacciando sui nostri lidi, dato che
saccheggiano (leggi: comprano) le ville della Costa Smeralda, dopo le
visite di Putin. Cosi' si fanno avanti pellicce preziose, damaschi,
colori teatrali, gonne a balze, profili frangiati e virtuosistiche
incrostazioni di monete e cristalli. La zarina, è vero, è, in effetti,
l'immagine simbolica, che, proprio, rappresenta al meglio i nostri nuovi
gelidi inverni e sa suggerirci i trucchi più cult per affrontarli. Altro
leit motiv vivissimo nell'ottica di un ritorno all'abbigliamento
borghese è lo stile inglese: harris tweed, spinati, tartan; trench
doppiopetto, cappottini smilzi; losanghe, losanghe, losanghe. Della vecchia Europa bisognerà, questo prossimo inverno 2oo6, rubare
qualcosa anche alla Francia: ecco lo stile impero, soprattutto per la
sera e per le sete eleganti, con la sua classica caratteristica
sottolineatura, anziché del punto vita, della stringatura sottoseno con
lacci e cordoncini intrecciati. Tutti questi trend convivono senza urtarsi, in un gioco osmotico di
reciproco scambio, che permette a ciascuna donna di creare un'immagine
personale. Questo chiedono le clienti di target d'avanguardia. Esse non
vogliono essere passive replicanti di total look globalizzato. Molto
interessanti sono queste ricerche di possibilità di varianti creative e
liberi mixages che possono permettere di esprimere il proprio taglio, il
proprio modo di essere: il costume è un mezzo di comunicazione.
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