ArcadiA Club
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- Seneca: Epistulae morales ad Lucilium - |
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| Scritto da: VeNoM00 | ||
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Differenze rispetto al passato Tra le fonti delle Epistualae morales ad Lucilium bisogna certamente includere Cicerone ed Epicuro, ma con le dovute precisazioni: Cicerone trattava nelle sue lettere di avvenimenti recenti riguardanti l'attualità politica, fatti a dire di Seneca del tutto secondari, mentre Epicuro intendeva esporre una dottrina filosofica vera e propria mentre l'autore di Cordoba si limita ad enunciare una serie di principi morali. I temi
L'opera è in sintesi un invito all'otium, al secessus (separazione dall'attività politica), alla ricerca della sapienza che conduce alla virtù e allontana dalle passioni. Seneca manifesta la sua adesione allo stoicismo con spunti epicurei. Stile L'autore si rivolge in prima persona ad un interlocutore, quasi fittizio con uno stile colloquiale, a volte ipotizzando e rispondendo a domande che Lucilio potrebbe porre. Per Seneca le parole non devono dilettare ma giovare (non delectent verba nostram sed prosint), tuttavia è sua intenzione attirare il pubblico e per questo fa uso di artifici retorici, come domande retoriche, sententiae (frasi brevi ma incisive e con grande carica semantica). Caratteristiche dello stile di Seneca sono l'uso della paratassi, della frantumazione, dell'antitesi, del parallelismo, dell'omoteleuto e dell'anafora.
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