- Senza titolo: il tamburino (scultura) -
 
 Analisi critica opera di: Maurizio Cattelan
IMMAGINE DATI GENERALI


CLICCA PER INGRANDIRE

CLICK PER INGRANDIRE
 
Senza titolo: il tamburino

Autore: Maurizio Cattelan
Dati tecnici
: tecnica mista
Datazione
: 2003
Ubicazione: n/a
Curiosità: n/a
 

COMMENTI E RIFLESSIONI

Riflessioni

Cattelan, l'enfant terrible: il bambino ha avuto successo e continua a raccontare. E il motivo dell'infanzia è molto presente nella sua opera. L'artista è stato grandemente discusso, tuttavia dai suoi lavori, che egli ci ha spesso imposto, noi possiamo portare via qualche cosa di importante. Il tamburino (2003), opera "Senza titolo", è rappresentazione e comprensione che svela alcuni nodi enigmatici dell'infanzia, che, proprio quando compaiono davanti a noi nella realtà della vita, ci sembrano non avere spiegazione. Il dramma è gridato in silenzio, quando la scultura è stata issata sul tetto del museo Ludwig di Colonia. Un ragazzino seduto, come un ritardato, batteva su di  un piccolo tamburo, che teneva sulle ginocchia, ripetitivamente, senza che si sentisse suono. Cattelan veicola in questa immagine se stesso bambino, con una infanzia difficile e ribelle, mai elaborata. Ma la scultura inevitabilmente richiama la storia de "Il tamburo di latta" di Gunter Grass. Il bambino Oskar a tre anni, non accettando la falsità che percepisce negli adulti che gli stanno attorno, smette di crescere e di parlare, limitando la sua espressione al suono del suo tamburo, col quale cerca di comunicare ciò che egli non sa dire. Egli ferma la propria crescita fisica in maniera visibile, ma denuncia contemporaneamente tutti i blocchi che, nello stesso modo, avvengono, invisibili, a livello affettivo o a qualsiasi livello  interiore. La vita di Oskar è sofferta e dolorosa, come per la Germania nazista in cui vive. Egli, con stupore, riacquisterà la capacità di parlare solo dopo la morte del padre nazista. Una scultura, nel suo stesso atto di porsi, può  ricordare e spiegare in un colpo, il segreto interiore di enigmi, altrove inseguiti, senza speranza di comprensione, per anni di faticosa vita. Il tamburino è concentrato spasmodicamente sul suo tamburo e non può fare altro che ripeterne il suono, insistentemente. Rifiuta. Non può fare altro. E' un grido.

 

<% 'ADV_ORGANIZER 1.1 | formato, categoria, base, altezza, unico, disposizione, voto, dove, numero,tipo,refresh,output response.write(organize_adv(0,categoria,120,90,,,8,,1,0,1,)) %> <% 'ADV_ORGANIZER 1.1 | formato, categoria, base, altezza, unico, disposizione, voto, dove, numero,tipo,refresh,output response.write(organize_adv(0,categoria,728,90,,,7,,1,0,1,)) %>
 
<< INDIETRO by Giancarla Vietti