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Scritto da: VeNoM00 | Discuti sul FORUM
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Martedì 3 ottobre 2007 - 16.22.03

Il Neoclassicismo
Messaggi etici e rigore formale: nobile semplicità e quieta grandezza

Tra Settecento e Ottocento in Europa si sviluppa l'Illuminismo: si ha la prima rivoluzione industriale, la borghesia inizia a prendere potere e sostituisce la figura del mecenate nell'arte, diventando quindi il committente. L'Illuminismo è secondo Kant l'uscita dallo stato di minorità, da quello stato in cui si lascia decidere agli altri, dunque si comincia ad usare la ragione. È il secolo dei lumi: la luce della ragione illumina le tenebre dell'ignoranza, in particolare  medievale. La cultura non è più elitaria ma democratica, si diffondono idee liberali e ci si pone su un piano laico e razionale.  importante in proposito ricordare l'Encyclopedie, curata da Diderot e D'Alembert, in cui viene raccolta buona parte dello scibile umano, non in maniera gerarchica come era già successo in passato, ma in un democratico ordine alfabetico, inoltre quest'opera fu unica nel suo genere in quanto pluridisciplinare.

Naturalismo e classicismo

L'apice in campo artistico del periodo illuminista è il Neoclassicismo, che si contrappone al naturalismo tipico del Seicento. Il naturalismo tendeva a imitare la natura e niente più, al contrario il classicismo vuole idealizzare e raggiungere quel bello assoluto, che fin dall'antichità non si riteneva esistente in natura: è quindi l'artista che deve inventarlo. Per fare questo è molto importante la ripresa dei classici, ideale di perfezione, in linea con le tendenze razionalistiche dell'epoca. Ad esempio il Napoleone come Marte pacificatore del Canova viene trasportato in una dimensione ideale e classica.
L'obiettivo è fornire degli exempla di moralità e virtù (ma per fare questo non vengono tralasciate le passioni), in reazione polemica all'artificiosa frivolezza del Rococò e alla magniloquenza del Barocco, correnti ormai ritenute vuote e vacue. Questa ricerca di serietà e moralità si trova anche in architettura dove si assume uno schema razionale teso alla funzionalità e al decoro.

I protagonisti

Tra i primi pittori neoclassici ricordiamo Raphel Mengs che nelle sue Riflessioni sulla bellezza diede inizio al Neoclassicismo e Jacques-Louis David (pittore che si ispira a Raffaello e rappresenta temi attuali come la rivoluzione e l'impero napoleonico attraverso opere ricche di citazioni ai classici). Nel campo della scultura sono poi importanti Antonio Canova e Thorvaldsen, mentre sul piano teorico è invece da ricordare lo storico Winckelmann, principale divulgatore della teoria estetica neoclassica.
Nel contesto di declino politico ed economico spagnolo è attivo Francisco Goya che unisce ragione e oscurità, realismo e immaginario, ponendo questi elementi contrapposti come monito perché il sonno della ragione genera mostri, ovvero perché non si applichi la ragione astrattamente (sueño come sogno) o forse a non lasciarla assopita (sueño come sonno).

Novità nel mestiere dell'artista

Nella seconda metà del Settecento nascono in tutta Europa nuove accademie dell'arte e quelle già esistenti si rinnovano. Tutti questi circoli intellettuali hanno il comune intento di aggiornare il seicentesco gusto classicista al neoclassico. L'insegnamento è principalmente concentrato sul disegno: dapprima si insegna a copiare, poi a copiare da calchi di gesso e infine a realizzare disegni dal vero. Non vi sono corsi sistematici per la pittura ad olio, quindi in queste accademie lo studente si deve affiancare spesso ad un maestro. L'Accademia assume inoltre in molti casi finalità prettamente economiche, ovvero l'esportazione di oggetti d'arte di elevata qualità.
Sempre in questo periodo, si inizia a esporre in pubblico le opere d'arte, così che il maggior numero possibile di persone possa fruirne, anche a livello etico. Le mostre hanno luogo nelle piazze, in ricorrenze particolari. La prima mostra regolamentata e sovvenzionata dallo stato è quella dei Salon di Parigi ai quali, dapprima solo gli artisti, ma in seguito un pubblico ben più vasto, aveva accesso accedere. Nascono così le figure dei salonniers, i primi critici d'arte, che vagliano la qualità delle opere, le giudicano e definiscono le tendenze correnti (in generale nel periodo si preferivano i temi storici, possibilmente romani o greci).

L'architettura

Nel campo architettonico si sviluppa in concomitanza con l'Illuminismo la figura dell'ingegnere civile, che però non prenderà piede fino all'Ottocento. Sino ad allora la figura dell'architetto rimarrà predominante. In questa disciplina si definisce un nuovo rapporto tra archeologia e progetto, la prima è fonte di ispirazione pressoché infinita di forme mentre la seconda serve per idealizzare, segnando però così una rottura con la tradizione classicista precedente: i modelli classici vengono presi e semplificati per esaltarne la perfezione e il rigore geometrico, carico di significati simbolici.

I primi musei

Nel Settecento sul modello dei Musei capitolini a Roma, aperti al pubblico per volere del papa, nasce l'idea di museo moderno, aperto a tutti. Promotrice di questa apertura al pubblico dell'arte è anche la Rivoluzione, sia per motivi ideologici sia per fermare l'iconoclastia popolare del tempo. In seguito, sotto Napoleone, vengono aperti i musei del Louvre dove sono raccolte moltissime opere d'arte, soprattutto raccolte dell'imperatore durante le sue campagne militari, in particolare in Italia. Parte del bottino sarà poi però restituito grazie al Congresso di Vienna.

Archeologia

Risonanza fondamentale in arte hanno anche gli scavi archeologici, in particolare di Pompei e di Ercolano che influenzano notevolmente lo stile del tempo. Tuttavia i primi pareri che giungono non sono in realtà molto positivi, alcuni trovano i dipinti poveri nel disegno e nei colori. Joseph-Marie Vien, maestro di David, invece rimase colpito dai ritrovamenti e ne trasse ispirazione per gli aspetti di sobrietà e austerità, valida alternativa al Rococò.
Viene poi di moda il Grand Tour, ovvero un viaggio per l'Italia alla ricerca di reperti antichi (veri e falsi). Diventano così frequenti anche i dipinti souvenir del viaggiatore su sfondo di rovine, scavi e vasi (in particolare quelli di Pompeo Batoni).

Winckelmann

Winckelmann, in Pensieri sull'imitazione dell'arte greca nella pittura e nella scultura, vero e proprio manifesto dei canoni estetici neoclassici, esalta i valori spirituali, il rigore formale e i contenuti etici dell'arte antica in opposizione agli eccessi del Rococò e del Barocco. La formula che egli usa per riassumere le caratteristiche dell'arte greca è nobile semplicità e quieta grandezza. Egli afferma inoltre che l'età classica non deve essere ripresa solo in maniera archeologistica ma anche sul vero e proprio piano dei valori, perfettamente espressi dal Laoconte ed altre opere.

 


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