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Reazioni ed effetti di fronte ad un'opera d'Arte
La differenza tra l'arte riconoscibile e l'Arte innovativa.

L'essenza dell'arte sta nell'innovazione e nello sconvolgere. Immaginiamo di essere degli artisti e di voler creare un'opera d'Arte nel senso più puro del termine, come possiamo capire se la nostra creazione è all'altezza del nostro obiettivo? Molto semplice: se, mentre crediamo di aver raggiunto un risultato, veniamo accettati e riconosciuti da tutti, se ognuno trova risposte ai nostri "perchè", se siamo apprezzati, ebbene significa che stiamo sbagliando strada.

Se ci riconoscono è perchè non abbiamo dato vita a nulla di nuovo, abbiamo messo insieme un qualcosa che, proprio in virtù della sua "facilità" di elaborazione, non può dirsi "innovativa". Caliamoci nella situazione. Se chiunque associa all'idea di Arte ciò che abbiamo creato significa che il nostro lavoro ha dei precedenti o che ne racchiude abbastanza da poter essere comunemente associato ad un paradigma ben definito. Non è Arte la copia, non lo studio, non l'adattamento.

Di fronte alla vera Arte l'osservatore non può che avere due scelte: rifiutarla o lasciarsi sconvolgere. Un'opera innovativa invita a porsi domande, rende morboso il desiderio di coglierne i "perchè" (celati o assenti), sviluppa fortissime sensazioni. L'irrazionalità e/o la complessità di una grande scelta artistica risponde al bisogno di chi, oppresso della ripetitività dilagante, si vuole misurare con situazioni e idee impensate.

In questo senso l'Arte è il motore del mondo, possiamo dire che cos'è stata in passato, scomporla, ma non possiamo immaginarne i canoni nel futuro poichè nulla osa di più nella piramide delle applicazioni intellettive. Il capolavoro è quel qualcosa che fa parlare di se nel presente ma non viene compreso (se non da una ristretta cerchia di menti "illuminate"). L'uomo comune non può che rigettare qualcosa che non capisce, un ente o gruppo di enti che non è in grado di ricondurre a situazioni e schemi già presi in considerazione.

Solo i secoli, invecchiando l'Idea e creando dei precedenti, possono spiegare e diffondere i "perchè" dell'assurdo, decostruirlo, scomporlo ed infine: banalizzarlo. L'incomprensibile decentra ogni certezza e apre le porte a nuovi orizzonti, al cambiamento.

 


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Pillola rossa o pillola blu?

Avete presente Matrix? Voi cos'avreste scelto? Preferireste conoscere anche se significa dover combattere contro una realtà sconvolgente e terribile o no? Perchè? [ Modificato da Pollina il giorno 19 Aprile 2010 alle ore 23:27:02 ]

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Risposta 1

Non saprei... così su due piedi un po' tutti diremmo di essere capaci di affrontare la realtà.A volte credo di avere un inconscio timore della verità: senza pensarci su,fingo di non riuscire a capire, mi comporto sempre da scettico e mi lancio poco nell'indagare. Eppure non mi sento sereno come dovrei essere a questo punto nella mia vita, perchè sento che quello che vediamo e che ci viene det

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Risposta 2

Nessuna delle due, la mia verità la devo trovare da solo e non sarà certo un pelato con occhialini e impermeabile di pelle a scindere la mia vita tra finzione e realtà. Non serve un elaborartore per finire in un sistema a chiuso, sfruttato e controllato: ci siamo già dentro. Dovendo proprio scegliere metterei sulla bilancia la felicità mia e dei miei cari e deciderei. So anche non essere curioso...

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