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Articoli Il castello: storia e struttura
Un viaggio nei secoli alla scoperta del "castello"




Il castello: storia e struttura





 Il castello: storia e struttura

Si chiamava Castellum, presso i romani, un'opera di fortificazione la cui differenza dal Castrum non è ben chiara. Generalmente si identificava con questo nome fortificazioni di minore entità lungo i confini dell'impero, disposte ad intervalli regolari a sorveglianza di ponti e strade, al di qua e al di là delle frontiere. Nel Medioevo il nome di Castello passò ad identificare una residenza fortificata che costituì la dimora del signore feudale.


Casella di testo: Si chiamava Castellum, presso i romani, un'opera di fortificazione la cui differenza dal Castrum non è ben chiara. Generalmente si identificava con questo nome fortificazioni di minore entità lungo i confini dell'impero, disposte ad intervalli regolari a sorveglianza di ponti e strade, al di qua e al di là delle frontiere. Nel Medioevo il nome di Castello passò ad identificare una residenza fortificata che costituì la dimora del signore feudale. Il castello medievale, oltre a proteggere il barone (il signore del castello nel linguaggio comune si chiamava genericamente "Barone"), aveva lo scopo di controllare, proteggere e amministrare la proprietà circostante, fornendo quindi, oltre ad una potenza militare, anche una base economica.

Esso forniva infatti un luogo sicuro per l'immagazzinamento di armi e equipaggiamento, per il sostentamento di uomini e cavalli.

Costruito all'interno di un recinto fortificato,il palazzo era il luogo di residenza per la famiglia del proprietario ed i suoi uomini. In caso di pericolo il castello poteva anche servire come rifugio per i contadini che lavoravano la terra del signore, per cui erano di grande importanza le tecniche difensive.

I primi castelli

Nel IX secolo la dimora dei grandi signori non è ancora il castello, ma una casa, più o meno vasta e più o meno lussuosa, che si innalza al centro della proprietà, intorno alla quale vi sono le casupole dei servi, le stalle, i granai, i magazzini e tutto ciò che serve alla vita economica della piccola collettività. Esempi di queste abitazioni signorili sono costituiti dalle tante "ville" che Carlo Magno possiede nei suoi vasti domini rurali in tutto il territorio dell'Impero.

Dalla metà del IX secolo, in tutti i paesi dell'Impero carolingio, ed in modo particolare in Francia, si cominciano a costruire edifici fortificati, che possiamo considerare progenitori del castello feudale vero e proprio.

La ragione fondamentale di questa trasformazione sta nel fatto che in quell'epoca hanno inizio, e via via diventano più frequenti, le terribili incursioni dei Normanni. Infatti questi "uomini del Nord" di stirpe germanica, provenienti dalla Scandinavia, con le loro razzie devastatrici seminano il terrore lungo le coste dell'Europa settentrionale e soprattutto nell'interno della Francia.

Sotto l'imperversare di questo flagello, le comunità incominciano ad organizzarsi e a provvedere alla propria difesa. Molti piccoli proprietari non esitano a rinunciare alla libertà personale ed alla loro terra a beneficio di un potente, pur di garantirsi protezione e sicurezza;i coloni che lavorano nelle vaste aziende agricole e che fino ad allora vivevano in casolari isolati, si raggruppano intorno all'abitazione del signore, il quale provvede a fortificare la sua dimora.

Nasce così il castello nella sua forma più rudimentale: una grande torre quadrata in legno, costruita su di un'altura chiamata "motta", che può essere naturale o, almeno parzialmente, opera dell'uomo. Di solito intorno alla motta è scavato un fossato; ad una certa distanza si erge una cinta di pali e di terra battuta, circondata a sua volta da un altro fossato.

Il castello dal X secolo in poi

Nel corso dei secoli X e XI i castelli aumentano di numero e la loro struttura si trasforma. E' questo il periodo in cui nel mondo feudale infuriano le guerre private: grandi signori o modesti vassalli,tutti vivono in uno stato di lotta perenne. Per questa gente turbolenta, ogni pretesto è buono per far scoppiare un conflitto: una questione di terre o di privilegi, un tributo ricusato, una rivalità con il signore vicino, la ribellione di un vassallo che è venuto meno al patto di fedeltà, qualsiasi controversia, insomma, viene risolta con la guerra.

Il castello, da sempre rifugio fortificato,diviene così strumento di lotta e simbolo di potenza.

La prima importante innovazione consiste nell'uso della pietra al posto del legno: a partire dalla fine del X secolo, i grandi signori feudali si fanno costruire solidi e massicci torrioni in pietra,di forma quadrata o rotonda, circondati da mura e torri.

Il torrione è insieme fortezza ed abitazione; lo si costruisce tenendo conto non della comodità ma della sicurezza che può offrire. Una sola porta, a livello del primo piano, dà accesso alla dimora: visi arriva mediante una scala in legno che può facilmente essere tolta in caso di allarme. Nell'angusta fortezza le stanze sono poche e sommariamente arredate: sgabelli, panche, tavoli, giacigli in paglia costituiscono tutto il mobilio. Le pareti, intonacate di bianco o dipinte, sono ornate di armi,bandiere, trofei di caccia. Le finestre prive di vetri, sono riparate alla meglio con canovacci, imposte o grate di legno, che difendono dalle intemperie ma non lasciano entrare la luce. La famiglia del signore vive praticamente in una sola grande "sala", dove si mangia, si dorme, si ricevono gli ospiti, e dove il signore dà udienza ai suoi vassalli e ai suoi dipendenti.

Col passar del tempo, verso il XIII secolo,intorno al torrione sorge tutto un complesso sistema di difese, come testimoniano le costruzioni superstiti e le descrizioni nella poesia (ad esempio nei racconti di Chretien de Troyes).

Questi castelli fortificati che in gran numero sorgono in Francia, in Italia, in Inghilterra e in Spagna, pur avendo qualche caratteristica diversa a seconda del luogo e del tempo in cui vengono costruiti, si assomigliano un po' tutti, perché i loro elementi di base sono gli stessi.

In genere il castello sorge in una posizione elevata, su una collina o uno sperone di roccia, così che il feudatario può controllare e dominare un vasto spazio intorno. Vi sono però anche castelli costruiti in zone di pianura, all'incrocio di qualche via di comunicazione, o nelle vicinanze di un corso d'acqua, elemento indispensabile in caso d'assedio.

La struttura del castello

Fossato, mura, torri: gli elementi difensivi del castello. Tutto intorno alla fortezza corre un ampio fossato, che può essere largo anche 20 m; oltre il fossato si innalza la cinta di mura. Di tutti gli elementi difensivi del castello, la cinta è forse quello che più impressiona, per l'idea di potenza che suggerisce. Costituita da mura merlate spesse e robuste, alte da 5 a 10 m, ma talvolta anche di più, la cinta è interrotta da torri a strapiombo, più o meno numerose a seconda dell'importanza della cittadella, e fornite anch'esse di merli. I tratti della cinta muraria così suddivisa, prendono il nome di "cortine".

Nelle torri alloggia la guarnigione del castello; i muri presentano delle feritoie verticali, molto strette all'esterno, che però si allargano all'interno: dietro ad esse, l'arciere può in tutta tranquillità prendere la mira sui nemici. In caso di assedio al castello, sulla cima delle torri vengono sistemate le catapulte, macchine da guerra in grado di lanciare fino a qualche centinaio di metri di distanza pietre e materiali roventi o infiammabili (queste macchine erano già usate nel mondo antico da Cartaginesi e Romani). Nel Medioevo, oltre alle catapulte che si collocavano sulle torri, ve n'erano anche di mobili, montate su ruote, che si impiegavano sui campi di battaglia.

Lo spazio che rimane libero, dietro ai merli lungo le cortine e sulla sommità delle torri, prende il nome di "cammino di ronda": è il luogo in cui stanno gli uomini addetti alla vigilanza.

Mura, torri, cammino di ronda sono i più importanti elementi difensivi del castello; ad essi si deve aggiungere il ponte levatoio (accanto al quale c'è, talvolta, una piccola porta chiamata "posterla" attraverso cui può passare un solo uomo alla volta)che protegge la porta centrale della cinta. Grazie ad un congegno di catene manovrabili dall'interno il ponte può essere abbassato sul fossato o alzato a chiusura della porta.

Il ponte levatoio misura di solito 3 m di lunghezza; siccome il fossato ha quasi sempre larghezza maggiore, il ponte che lo deve attraversare viene costruito in due campate, e nel fossato si costruisce un pilastro detto "batti-ponte": su di esso appoggia il ponte levatoio vero e proprio.

Le "corti"

La porta centrale, fiancheggiata da due solide torri, immette in una vasta piazza, la "corte" del castello, divisa in due parti da un muro merlato: quella esterna, più ampia, si chiama "bassa corte",quella interna "alta corte".

La bassa corte è popolata di edifici: le case dei contadini, tutte raggruppate entro la cinta delle mura, costituiscono un piccolo mondo che gravita nell'orbita del castello.

Oltre alla cappella, al forno ed al pozzo,troviamo nella bassa corte officine e laboratori di artigiani (come fabbri,carpentieri, sarti, tessitori.), il cui lavoro è indispensabile per la vita nel castello. Troviamo poi magazzini, stalle, granai e, in qualche grande castello,persino qualche bottega, come quella del panettiere o del macellaio.

Il cortile più interno o alta corte è quello che racchiude il torrione; anche qui vi sono edifici vari, la cui funzione è più direttamente legata alla vita del castello ed ai suoi abitanti: vi sono i magazzini delle armi, le scuderie, il canile, il recinto dei falconi da caccia e le cucine con enormi camini.

Finalmente siamo giunti al cuore del castello:dinanzi a noi si erge imponente e fiero il torrione, detto anche "mastio",dimora dei baroni ed insieme ultimo baluardo della fortezza. Generalmente di forma rotonda, il torrione sovrasta per la sua altezza e la sua mole tutti gli altri edifici; per entrarvi bisogna superare un fossato e poi ancora un muro munito di piccole torri, tutto ciò per rendere sicura la dimora del signore.

L'interno

I signori feudali del XIII secolo vogliono una dimora non solo sicura, ma anche comoda e bella. L'abitazione signorile comprende due o più piani. Al primo vi è un'ampia stanza che potremmo chiamare sala di soggiorno: in essa si pranza, si ricevono gli ospiti, si gioca a scacchi, si ascolta della musica; il signore vi amministra la giustizia e dà udienza ai suoi vassalli. Al secondo piano vi sono le camere da letto dei baroni; al terzo quelle dei bambini, dei domestici e degli ospiti. Al di sopra,sulla piattaforma del torrione, si innalza la piccola torre rotonda o quadrata dove vigila giorno e notte la sentinella, pronta a dare il segnale di allarme al minimo pericolo.

Per quanto riguarda i sotterranei del torrione,contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, raramente ci sono le prigioni;dal momento che la reclusione all'interno del castello doveva necessariamente essere temporanea, era infatti sufficiente un magazzino o una qualsiasi stanza in muratura. Molto probabilmente però quei locali erano utilizzati anche come cantine e deposito di provviste alimentari.

Via via che i costumi si ingentiliscono e le abitudini di vita si fanno più raffinate, i signori feudali non usano più stare nel mastio, ma in un edificio da esso distinto, vasto e lussuoso (secondo le possibilità economiche). Il torrione continua ad essere costruito, ma con funzioni soltanto militari.

Le abitazioni dei contadini

All'esterno della corte, in uno spazio che talvolta è delimitato da una seconda palizzata, si raggruppa il piccolo villaggio. Se modesta è la dimora del signore, ancor più modeste sono le case dei contadini: si tratta in realtà di povere capanne fatte di terra, fango e paglia, il cui tetto, anch'esso di paglia, è sostenuto da rami e frasche. Questi tuguri non hanno finestre: l'unica apertura è la porta, attraverso la quale entra l'aria e la luce ed esce il fumo; il fuoco, non essendoci il camino, si accende su lastre di ferro poste sul pavimento; il mobilio si riduce ad un tavolo mal squadrato, una cassapanca e una giaciglio di paglia.

In queste casupole vivono i servi del signore: i contadini che lavorano la sua terra; alcuni artigiani che costruiscono armi e grossi carri per uso di guerra, ma anche strumenti per i lavori agricoli e i carpentieri che riparano, quando è necessario, la dimora del signore. Si tratta, evidentemente, di un'attività molto modesta e rudimentale, che è però indispensabile alla vita quotidiana del villaggio, come a quella del castello.

Nel piccolo agglomerato di case vi è anche la fontana, il lavatoio, la cappella privata dei baroni -che, alla domenica, si apre agli abitanti del villaggio- ed il forno e il torchio, di proprietà del signore, che i contadini hanno l'obbligo di usare, dietro il pagamento di un modesto tributo, per cuocere il pane e pigiare l'uva.
Castello e villaggio appaiono fin da ora legati l'uno all'altro: il castello dà alla gente del villaggio protezione e aiuto ed il feudatario ha bisogno della manodopera dei contadini per coltivare i suoi vasti poderi e per soddisfare le sue esigenze.

 

Scritto da:
Pollina


 
 









 
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