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Lunedì 28 giugno 2004 - 20.14.06
L'evoluzione dei costumi e la tolleranza
L'Occidente e la sua democrazia
Per molti di noi, favorevoli al progresso tecnologico e civile, la
via da perseguire è quella della democrazia (intesa come governo del
popolo tramite i suoi rappresentanti), per molti altri di noi, con
un'idea del progresso tecnologico che ricorda molto quella di Rousseau
invece il progresso è unicamente simbolo di corruzione dell'uomo...
Altri ancora di noi credono inoltre che la strada giusta sia quella del totale
assoggettamento alle leggi proposte dalla religione... Chi ha ragione?
Qualcuno ha ragione? Il fattore comune che contraddistingue l'uomo in
quanto tale è uno solo ed è il bisogno di battersi, di imporre la
propria idea, sempre e in ogni caso, sia in modo violento con guerre e
dimostrazioni di superiorità fisica, sia
con metodi non violenti come il pacifismo. Ciò che non cambia mai
nell'essere umano è la sua natura intrinseca, ovvero il fatto che egli nasce
per lottare... sia intellettualmente, sia con l' uso della forza bruta;
con mezzi diversi insomma ma con lo stesso fine: la persuasione. Gli
usi e i costumi si evolvono in una data direzione (positiva o
negativa che essa sia) e nel corso della storia l'uomo se ne è sempre fatto scudo per poter imporre il proprio Io su quello di tutti gli
altri. Ma perchè l'uomo vuole prevaricare sui propri simili? Per il semplice
fatto che ha paura di essere spodestato e che, schiacciando gli altri,
crede di essere nel giusto... Agendo in questo modo non siamo che
ridicoli. Ci rendiamo a vicenda la vita un vero e proprio "Inferno":
non siamo felici quando siamo sottomessi ma non lo siamo nemmeno quando
abbiamo ottenuto il potere perchè in quel frangente non abbiamo più nulla da fare, da
conquistare. Concludiamo quindi che non si può essere felici? No! La
felicità esiste e se le nostre azioni fossero delle bottiglie piene
d'acqua che vengono versate, il momento di vera felicità inizierebbe nel
momento in cui
la bottiglia è quasi vuota e finirebbe quando la richiudiamo...
Abbiamo svuotato la bottiglia, era il nostro obiettivo eppure ci
sentiamo smarriti adesso che non c'è più il liquido di cui volevamo
liberarci... Tutto questo
sproloquio per arrivare ancora ad affermare la tesi di Pascal sul "divertissement":
l'essere umano è felice solo quando cerca e non quando trova.
L'uomo vuole la vita migliore in assoluto e per ottenerla cerca di
soffocare gli altri (nel bene e nel male). La verità, forse, è che
l'uomo è imperfetto proprio perchè cerca di essere ma non è... Non
esiste un'azione umana che non sia dettata dal bisogno (conscio o
inconscio) di imporsi... E' il nostro cervello maledetto a farci
ragionare all'interno di questo limitatissimo parametro, è una cosa alla
quale non si può fuggire. La direzione verso la quale ci stiamo dirigendo è
l'equilibrio massimo ovvero la totale globalizzazione del nostro
mondo... Presto saremo tutti racchiusi all'interno di standard che
penseranno per noi, che non ci permetteranno di distinguerci gli uni
dagli altri... presto ci "autodistruggeremo" perchè non è nella
natura dell'uomo l'essere omologato (anche se contraddittoriamente esso
protende sempre verso quell'estremo). Gli uomini meno
dotati (sotto diversi profili) in un sistema come quello della
democrazia si ritrovano a dare voti che hanno lo stesso peso di quelli
degli "abili" e quindi, facendo un paio di somme, tenendo conto che gli
"abili" sono sicuramente in numero molto esiguo rispetto ai meno
dotati... In che direzione si procede nell'evoluzione? Verso il
"favoreggiamento" dei meno validi costringendo le menti più fervide ad
adagiarsi adattandosi a condizioni di vita molto meno complesse rispetto
a quelle a cui sarebbero in grado di sopravvivere... Lo zero di questa
discussione è il totale annientamento dell'intelletto che, tradotto in
altri termini, corrisponde alla nostra più completa fine (forse).
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