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Love Come vincere la solitudine
PerchŔ si rimane soli? Come avere compagnia? Come reagire?


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In questo articolo cercheremo delle soluzioni/rimedi a quel tipo di solitudine spiacevole, quella che non Ŕ pace ma abbandono, non relax ma isolamento. Ebbene quella di cui andiamo a parlare non Ŕ una condizione contingente ma voluta e generata da chi ne permette l'avvento, vediamo perchŔ.

In situazioni normali, la solitudine Ŕ una situazione mentale, costruita su idee e atteggiamenti errati che, con un po' di sforzo, possiamo combattere e cambiare. Per avere successo dobbiamo per˛ fare prima un'analisi autocritica ed evidenziare quei pregiudizi, quelle insicurezze, svogliatezze, paure ed egoismi che ci tengono lontani dalla vita sociale.

Per superare questo stato di "negativitÓ" dobbiamo sostanzialmente reinventare il nostro modo di rapportarci con il mondo. L'obiettivo Ŕ passare da esseri passivi e sofferenti ad attivi e felici.

Vediamo come fare per stravolgere la condizione che ci chiude in casa e  in testa: chi non rimane mai solo? Ecco:

  • Sorriso - Chi diffonde entusiasmo, allegria e spensieratezza; a nessuno piace stare con persone mono-espressione negativa/triste.
     
  • DisponibilitÓ - Tutti vogliono stare con chi porge aiuto (aiuto efficace) senza chiederne (se non in rarissimi casi); in generale chi offre se stesso/a invece di chiedere agli altri.
     
  • Comunicazione - Chi ha sempre qualcosa di interessante da dire su tutto, chi evita la creazione di imbarazzanti silenzi ed Ŕ apprezzato/a, chi tiene poco per se, chi supera vergogne e titubanze.
     
  • Simpatia e interesse - Chi riesce a strappare risate o sorrisi sinceri (con battute argute, sciocche, ecc.), chi ha saggezza o sapienza da condividere ma senza boria.
     
  • PositivitÓ - Chi non mette sempre al centro i propri problemi ma anzi ha una visione positiva del mondo: pochi vogliono farsi carico dei problemi altrui.
     
  • Ascolto - Chi sa dare delle soddisfazioni agli altri, chi sa ascoltare e non solo parlare, chi non cerca un pubblico, chi non cerca gli atri per mettersi al centro dell'attenzione.
     
  • Azione - Chi non aspetta che siano gli altri ad invitare ma invita a sua volta, cerca nuove persone, crea delle serate, organizza, si fa vedere, esce, telefona, chi insomma si dÓ da fare (sbaglia e riprova, sbaglia e riprova finchŔ riesce).
     
  • Leggerezza - Chi non si impunta, non si offende, non si lega le cose al dito, chi sorvola sulle scaramucce, chi non Ŕ orgoglioso, chi non dÓ peso alle sconfitte.
     
  • UmiltÓ - Chi ha quella giusta via di mezzo tra umiltÓ e dignitÓ, chi sa quanto vale ma non si prende troppo sul serio, chi sa fare un pizzico di auto-ironia, chi sa accontentarsi.
     
  • Presenza - Chi fa vita sociale, chi va in palestra, chi va tutti i giorni in un dato locale, chi Ŕ iscritto ad un club, chi lavora a contatto con il pubblico (ecc.).
     
  • SinceritÓ - Chi sa essere sincero/a (in primis con se stesso e poi con gli altri), chi Ŕ diretto/a, chi non Ŕ sciocco ma onesto, chi dÓ fiducia agli altri.
     
  • Sicurezza - Chi sa mettersi in gioco e non rimane in disparte per paura di danneggiare il suo equilibrio, la sua (supposta) perfezione/stabilitÓ, chi non bada troppo alla suo apparire o alla sua immagine.

Insomma guardiamo chi non Ŕ mai solo, guardiamo le persone con cui vorremmo uscire noi e chiediamoci perchŔ? PerchŔ invece che con noi tutti preferiscono stare in sua compagnia? E' un essere umano quanto noi, che cosa fa di diverso? Le risposte sono nei punti precedentemente elencati.

In conclusione Ŕ interessante dire che chi cerca la solitudine Ŕ raro che sia davvero solo o che avverta davvero l'abbandono, in tutti gli altri casi ci sono due volontÓ: quella di avere amicizie e amori contrapposta a quella di fallire, di sfigurare, di perdere, di soffrire, di essere umiliati. Quale vogliamo far prevalere?

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