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Non sempre i ragazzi sono estroversi e coraggiosi, spesso e volentieri sono
timidi e aspettano che siano proprio le ragazze a fare la prima mossa. In
questi casi è perciò fondamentale evitare atteggiamenti chiusi del tipo "se
mi vuole o se gli piaccio deve venire da me!"; meglio quindi, con scioltezza
e naturalità, cercare un approccio non-aggressivo per presentarsi al ragazzo
in questione.
Se il ragazzo è timido, provare a parlargli in privato e non di fronte alla
sua compagnia, eviterà momenti imbarazzanti (per tutti e due) e renderà più
semplice l'allacciare un discorso atto a conoscersi. Avviciniamoci in modo
rilassato (sorridendo con naturalezza) senza mettergli fretta; evitiamo, in
più incontri, di assillarlo e disturbarlo in modo "ossessivo" (otterremmo il
risultato contrario a quello desiderato). Se siamo timide usiamo qualche
scusa per lanciare un "appiglio di conversazione" (il tempo, persone
stravaganti, domande sul luogo, amici e conoscenti in comune, ecc.) senza
però mai essere troppo esplicite.
Un primo incontro non deve avere obiettivi troppo "alti" (esempio un
appuntamento) ma deve servire per "rompere il ghiaccio" e instaurare una
prima conoscenza più o meno approfondita del ragazzo in questione,
successivamente avremo la possibilità di costruire un rapporto più intimo.
Non deludiamoci poi se non ci chiede il numero di telefono subito o se non
dimostra particolari interessi, diamogli il tempo di capire la nuova
situazione e di "reagire", specialmente se, ancora una volta, è timido.
Non bombardiamolo infine di telefonate e messaggi, anche se abbiamo fatto la
prima mossa possiamo sempre farci un po' desiderare: i ragazzi, quando
vedono che la ragazza non è sempre pronta e disponibile per loro, dimostrano
veramente se sono interessati e disposti a fare qualcosa per noi.
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