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In amore non capita certo di rado di subire o ricevere dei torti inaspettati
e con altrettanta naturalezza capita di provare un desiderio di vendetta e
rivalsa sulla parte "avversa"; è difatti proprio della mente umana il voler
mantenere l'orgoglio intatto e la piena integrità dalla propria; la domanda
da porsi risulta però questa: è davvero giusto manifestare e trasformare
questo rozzo desiderio in realtà? O se vogliamo, è una cosa conveniente?
Sottoponiamo a questo riguardo alcuni punti che sarebbe il caso di tenere
presenti in casi del genere:
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Appena subito il danno, anche se non ce ne accorgiamo
affatto, non abbiamo perfettamente la situazione sotto controllo (siamo in
preda al "furor"), meglio non agire, aspettare e ragionare a freddo in un
secondo momento più propizio.
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Ragionando a freddo prendiamo in analisi la questione
con lucidità, è la prima volta che succede con questa persona? La cosa è
davvero grave come sembrava sul momento? Che motivazioni hanno fornito
causa al torto? Cosa avremmo fatto noi al suo posto?
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Dopo aver riflettuto su queste semplici questioni
richiediamoci, esiste una soluzione diplomatica? In questo particolare
caso, che cosa ricaviamo dalla vendetta? Quali conseguenze negative
porterebbe con se una vendetta? Vogliamo mettere la parola fine su questo
amore/legame oppure possiamo rimangiarci un po' di orgoglio in favore di
un'evoluzione del rapporto in positivo? Nell'eventualità ci pentiremo di
esserci vendicati? Quanto ci peserà?
La conclusione, banale se vogliamo, a cui porta il
ragionamento sopra esposto è che vendicarsi non serve proprio a niente se
non a fomentare nuove scintille nel fuoco dell'ira e a peggiorare un
rapporto che magari si potrebbe trasformare nel migliore che abbiamo mai
vissuto. Di problemi ne esistono sempre, il dialogo e la pazienza possono
mediarne e limitarne l'espansione a catena (mai aspettare che siano gli
altri a fare il primo passo).
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