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- Genitori e pressioni: come e perchè resistere -
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| Libertà: un bene che nessuno regala | ||
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Ebbene questa "aggressività celata" in talune situazioni si tramuta in pressante severità psicologica, spesso così marcata da essere in grado di annullare la volontà dei soggetti che ne rimangono "vittima" (i figli). Ordini imposti, ragionamenti doppi, negazioni/privazioni insensate, organizzazione della vita, continue pretese, aspttative, ecc. sono solo alcuni esempi di questo genere di involontaria prepotenza non fisica. Conseguenza palese di simili "forzature" è la drastica riduzione di fondamentali componenti di una personalità come:
Se oltre a questo si aggiungono poi fattori di carattere fisiologico o pressioni esterne di altro genere (scuola, amore, amicizia, ecc.) il complesso può precipitare rovinosamente in imprevedibili evoluzioni di varia gravità (isolamento, disturbi, ecc.). Non si tratta ad ogni modo di stabilire una colpa ma di trovare la via di rifondare il rapporto genitori-figli basandolo sul rispetto reciproco: rispettare ed essere rispettati, consci del fatto che ciascuno è un'entità a se stante con pensieri, idee, opinioni e una vita propria del tutto lecita. Non di rado si sentono pronunciare frasi come "ti ho voluto dare le possibilità che io non ho avuto", "perchè sbagliare quando puoi già fare giusto?", "mi sacrifico per non farti mancare nulla", ecc. il problema è che, senza accorgersene e in modo del tutto bonario, queste espressioni evidenziano due fatti:
Una persona veramente soddisfatta della propria
esistenza non è un "senza-problemi" ma un essere che, seppur con
sforzandosi, arriva con le proprie forze a risolverli. Paradossalmente
"cercando" di sollevare da piccoli pesi i propri figli non si fa altro
che togliergli gli strumenti per affrontare ciò che verrà dopo o peggio
si rischia di togliere loro il piacere stesso di vivere. Un/una figlio/a
deve imparare (a partire dall'età adolescenziale) ad avere per gradi una
propria personalità che si mostri in tutte le sue sfaccettature: stabile
insomma. Questo non vuol dire che non si deve più dar retta ai consigli
di chi ha (nel bene o nel male) più esperienza e davvero si prodiga per
il bene bensì saper ascoltare e nel contempo rielaborare e riflettere
senza mai piegarsi del tutto. La dignità e il diritto alla vita di un
essere umano si fondano probabilmente su questo: la libertà di pensiero. |
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