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Mercoledì 11 maggio 2005 - 11.00.00 Ripercussioni del pensiero di Freud
Ripercussioni e riflessioni...
L'antropocentrismo medievale è morto. L'uomo non è più il fulcro vitale
di tutto l'universo (lo hanno scoperto Copernico e Galileo Galilei), non
è la diretta creazione di un Dio (lo ha rivelato Darwin) e non è neppure
dominato dal puro logos: lo ha svelato Freud.
Fino a dove può arrivare la piccolezza e la finitezza dell'uomo? - Se la
prima e la seconda tesi possono essere già state accettate dai più, la
terza, quella che ci tocca da vicino, è per molti un calice troppo amaro
da "mandar giù".
Freud, seppur anticipato da Galeno e in un certo qual modo da Gorgia)
con l'intuizione dell'esistenza dell'inconscio, ha "spogliato"
dell'ultima veste, quella più intima, l'uomo. Nudi e pallidi come vermi,
siamo chiamati a dominare le nostre pulsioni più riluttanti (delle
quali, spesso, non siamo nemmeno a conoscenza). Questo minuscolo essere,
secondo la psicoanalisi, deve insomma "lottare".
"L'ipotesi dell'inconscio è necessaria e legittima" ("L'inconscio" -
1915) dice Freud: è inutile e dannoso negare il conflitto intestino al
nostro frammentario essere. Malattie di carattere psichico ma con
ripercussioni di carattere "fisico", come l'isteria per intenderci,
hanno secondo il medico viennese-austriaco, origine da traumi di
carattere sessuale (Eros) o derivano dal desiderio di morte (Thanatos),
è difatti "scorretto parlare di un predominio [...] del piacere nel
decorso dei processi mentali" ("Il disagio della civiltà" - 1929-30).
"La rimozione [...] può verificarsi solo quando è avvenuta una netta
separazione tra attività psichica conscia e attività psichica inconscia"
("La rimozione" - 1915). Le principali metodologie adottate per
raggiungere questo altrimenti inarrivabile risultato sono: l'ipnosi, la
libera associazione delle parole e l'interpretazione dei sogni. I
passaggi fondamentali possono essere così identificati: il cosiddetto
"transfert" e la "rimozione" tramite l'esternazione nell'abreazione. Il
"transfert" è il delicato momento in cui il paziente si abbandona, in
piena fiducia, nelle mani dello psicoanalista, l'abreazione consiste nel
"buttar fuori" il prodotto mentale inibito, mentre la "rimozione"
corrisponderebbe, secondo Freud, con la consapevole accettazione del
proprio trauma psicologico.
A Sigmund Freud va quindi riconosciuto il merito di aver individuato un
nuovo campo, di aver aperto un "nuovo capitolo" dove la ricerca potrà e
dovrà addentrarsi (oppure no?).
Studiare questo Grande uomo di scienza all'interno di un'ottica
filosofica può risultare utile, non certo per le sue concezioni "pseudo-metafisiche"
(come quelle di totem e tabù"), ma verosimilmente per le sue intuizioni
sulla psiche umana. Se poi si vuole portare il suo pensiero in campo
politico affermando che: "La concezione dell'uomo [...] freudiana è il
più irrefutabile atto di accusa della civiltà occidentale ed al tempo
stesso, la sua difesa più incrollabile" (Marcuse, "Eros e civiltà" -
1966) si potrebbe dire che sì, è in parte vero, però non si deve
dimenticare che considerazioni così "decontestualizzanti" spostano la
produzione dell'autore in un campo che esula dalle sue competenze
specifiche. Freud non ha mai avuto modo di esprimersi in maniera
diretta, sistematica e compiuta sull'argomento. Se la filosofia fosse
una sfumatura tra scienza e politica la corrente freudiana sarebbe
sicuramente più vicina alla scienza; come medico egli fu infatti
positivista per il "metodo" della sua ricerca, antipositivista nelle sue
conclusioni.
Ciò su cui si dovrebbe invece discutere è: "Se l'Es (pulsione
incosciente) spinge l'uomo verso la spontaneità estrema e il Super Ego
(la censura inconscia) argina l'azione dell'Es e l'Io risulta la loro
sintesi (tesi e antitesi) che cosa è giusto fare? Reprimere ed essere
"animali sociali" o coerenti con la propria natura e "leoni in mezzo al
deserto" (Nietzsche)? Essere Oltre-Uomini? Tyler Durden (Chuck Palahniuk,
Fight Club - 1996) era un Leone e un fanciullo... "Tyler pescava pezzi
di legno dalla risacca e li trascinava sulla spiaggia" (Chuck Palahniuk,
Fight Club - 1996)...
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