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Sabato 29 settembre 2007 - 16.55.48 Seduzione
Romanzo breve
"Marta scese giù in mezzo ai bracconieri, che percorrevano a pesanti
balzi il viottolo". Un'umidità gelata le stava addosso, c'era nebbia e
silenzio, Un silenzio soffocante, che pesava intorno sulla quiete.
Avvicinandosi a Mead, riprese un discorso interrotto anni prima. "Lo
vedi, noi camminiamo su quel muro, ma per la nebbia non vediamo a un
palmo e ci urlano: stai attento, da una parte c'è il vuoto e dall'altra
sei salvo. Ma non sai quale sia la parte. Eppure sei libero di
scegliere: o a destra o a sinistra. Sei libero di scegliere o il morire
o il salvarti: il muro finisce tra non molto. Si gela, vedi, è già
difficile starci in equilibrio, è già difficile muovere le mani, la
pelle è tesa, raggrinzita, già decarnificata; le gambe ti paralizzano,
non reggeranno a lungo. " Si voltò verso Mead, cercandogli sulla bocca
una parola. Mead rallentò, per un attimo la guardò negli occhi, senza
alcuna espressione. Come se le cose dette non lo toccassero in nessun
modo. E, senza parlare, tirò via più svelto. Qualche sparo. La nebbia
calava visibilmente verso la valle, ad infittirne l'oscurità.
Improvvisamente Marta lo vide tradire lo sguardo dell'animale braccato,
che si nasconde la ferita.
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