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POESIA IMMAGINE


Spina sul veleno

Balzelli fatti di sfere fatte di mobili piedi in posa,
pozzi di irruenza e occhi stretti, ripetizioni di punture dolci sulle guance.

Mentre bambini offrono pupille inquiete, delusi,
da una pioggia di cenere, sui limiti dei tanti tanti tanti limiti.

Chiedono silenzio su perle rosse mentre rimbalzano nel vomito di un flauto pesante,
ti prego, cambiamo lingua, basta fantasmi e siringhe piene di realtÓ...

Mentre una bottiglia taglia la tua coscia scrivendo tanto nulla nel dolore,
se a caldo prestiamo freddo che nascerÓ? Je te dÚsire, je suis a toi.

Mentre ci vediamo i nostri nasi cambiano sostanza e, deboli spade,
strappano la morte dalla vita con unghie forti; fortuna, fortune.
Riesce alle mani di nuocere alla ragion d'istinto irrisolta.

Mentre si coricano,
in un pensiero che non pu˛ bastare, cerco l'odore di stupidi umori,
in cima al mondo sotto l'occhio di un'umana piramide, senza scelte, di desideri coperta,
ambizioni doveri e mancanze, ivi stupido ti cerco in eterno, ma senza causa...

Temo di rimanere con te. Di rimirare le turbe che ci dedichiamo, incandescenti, senza senso:
un distacco oltre ci˛ che dal risultato confonde l'espressione stessa...

Ma lascia che poggi ancora inchiostro bagnato su di te.
Scuro, ogni giorno divertente, diverso. Devo abbandonarti.
Devo tuffarmi nella valle bianca che, Ŕ vero, scordo a istanti per te.

Venerdý 26 dicembre 2008 - 04.31.20

 


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