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- L'ideale passatista di Fight Club -
 

La storia e Fight Club
 
L'IDEALE DI FIGHT CLUB... NAZISTA?

Osservando con attenzione le venature dell'ideale proprio del film Fight Club si potrebbe arrivare addirittura a paragonare la rivoluzione reazionaria promossa da Tyler Durden (progetto Mayem/progetto Caos) alla proposta nazista di Hitler.
 
COSA VOLEVA ADOLF HITLER?


HitlerIl Führer aveva dato vita ad un "ideale-utopia" di stampo "passatista-medievale" che vedeva il ritorno del popolo tedesco ad una specie di "stato di natura" in cui sarebbe stato il Volk tedesco (di razza ariana pura) a governare incontrastato sopra quelle "razze" che il darwinismo sociale aveva identificato come "inferiori".
Non per nulla Hitler manifestò una grande attenzione ed un vivo interesse per le campagne della Germania tentando il più possibile di osteggiare l'esodo degli agricoltori (ma non solo loro) verso le città. L'immaginifico obiettivo finale era difatti quello di distribuire le pianure dell'est Europa (Russia, Polonia, ecc.) ai tedeschi ariani per tramutarli da cittadini "effeminati" in piccoli proprietari terrieri.

I sani contadini-guerrieri di "razza germanica" avrebbero avuto quindi, per poter vivere decorosamente, il servizio subordinato dei cosiddetti sotto-uomini slavi, i quali, impiegando la propria forza-lavoro nelle campagne come sottoposti e nelle città come manodopera industriale, avrebbero permesso all'uomo di riaccostarsi al virile mondo rurale.

Fu anche per questo che il Regime continuò a sostenere e difendere i rappresentanti di questo mondo feudale/agricolo: gli Junker (Jungherr, giovane signore) la cui classe sociale era rappresentata appunto dai proprietari terrieri delle regioni orientali prussiane. Viene insomma riscoperto il mito dell'uomo "autentico", virile e fecondo a contatto con la natura.

 

Joachim Fest, storico tedesco, espose in "Il sogno distrutto" (1991) una tesi sull'operato di Hitler che identificò il nazismo come tentativo di realizzare un'utopia "razziale-medievale" in cui tecnologia e ruralismo si sarebbero trovati l'uno a fianco all'altro in un'inconciliabile commistione contraddittoria:

"Il nazismo è stato una singolare mescolanza di medioevo e modernità" 12

La delusione di chi aderì al nazismo (tra i tanti anche Heidegger) in favore di questi principi fu grande.
 

COSA VOLEVA INVECE TYLER?

"Nel mondo che vedo uno si muove con gli alci tra le umide foreste [...], indosserà abiti di pelle che gli dureranno per tutta la vita... si arrampicherà e [...] vedrà minuscole figure che pestano granoturco e posano strisce di carne di cervo sulla carreggiata vuota di qualche superstrada abbandonata..." 13

Tyler espone il suo progetto, venato di "sincero volontarismo", ponendo davanti al suo alter ego la via da seguire, la medicina amara della distruzione totale del Sistema, il cui effetto benefico sarebbe stato, in un periodo successivo, quello di una vita più sincera e pregna di significato.

"Omicidi, crimini, povertà... queste cose non mi spaventano..." 14

L'unica cosa che Tyler teme veramente è l'atrofizzazione intellettuale, culturale e spirituale ultima dell'uomo...
 

N.B. Un'altra incredibile somiglianza (non secondaria) col nazismo sta nell'esaltazione del mito del comunitarismo: un'esistenza lontana dagli oggetti che rendono schiavi, non in una società di massa ma in una comunità di fratelli.

NON TUTTO PERO' E' COME SEMBRA...

Parte di questi stessi miti anti-capitalistici videro, poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la nascita del partito nazista di Adolf Hitler... è tuttavia importante dire che la critica di Palahniuk contro la società occidentale odierna, se è vero che si presenta sotto forma di "rivolta passatista", assumendone i caratteri più strettamente correlati ( quali naturismo, anticapitalismo reazionario e passatismo), è altrettanto vero che essa non ne risulta in alcun modo compromessa per quanto concerne l'idea di "razzismo" che ha invece marcatamente segnato il feroce regime totalitario del Terzo Reich (1933-1945).

Tyler non aveva come obiettivo l'eliminazione di una "razza", bensì, la cancellazione definitiva della struttura psicologico-carceraria vigente: il Sistema...

Questa concezione relativa al distacco dalla materia ricorda invece quell'ideale heidegeeriano di rapporto anti-tecnocratico, il quale, ben si concilia con quello di Fight Club che prospetta l'uomo, non come schiavo degli oggetti (consumatore), ma come padrone di se stesso e della propria esistenza...
 

CITAZIONI

12. Joachim Fest, Il sogno distrutto, 1991
13. David Fincher, Fight Club, 1999
14. David Fincher, Fight Club, 1999
 
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