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Sabato 20 maggio 2006 - 10.00.30 Tom Sachs presentato alla Fondazione Prada
L'evento Tom Sachs è una riflessione, un'analisi, forse una voce che domanda.
La Fondazione Prada, per la mostra annuale di apertura di stagione a
Milano, quest'anno ha scelto Tom Sachs (dal 7 aprile al 15 giugno 2006
in via Fogazzaro 36 a Milano).
Entrando negli ampi spazi bianchi del loft che ospita le installazioni,
visitiamo la mostra con l'artista, che vive e lavora a New York, dove è
nato nel 1966. Il filo conduttore delle opere appare subito di
collocazione militare. "Io sono contro la guerra - dice Tom Sachs - ma
questi miei lavori non sono specificamente contro la guerra, comunemente
intesa". Così dovremo cercare di approfondire queste atmosfere per
comprendere il codice che vuole essere suggerito. Appaiono al visitatore
strane armi in raccolta, nuove perchè inventate, inglobate o strutturate
con pezzi di legno. Esse sono , comunque, così reali da avere, ciascuna,
la propria sicura. Appaiono, poi, ambientazioni che potrebbero essere
interni di un carro armato oppure di un sottomarino oppure parti di navi
militari. Di grandissimo impatto è una gigantesca balena bianca ("Balaenoptera
Musculus", 2006), che si snoda, arcuandosi, al centro degli spazi
espositivi. Essa misura 18 metri di lunghezza per 7 metri di altezza! E'
stata realizzata con colla a caldo, ferro, minuteria metallica,
poliplatt, vetroresina. Essa occupa lo spazio e ti viene incontro, non
fa paura, pare asettica. Appese, si osservano, invece, in grosse cornici
grezze e tecnologiche, un gran numero di armi rudimentali o improprie,
appese in bell'ordine.
Germano Celant, critico d'arte, scrive:"Le immagini e gli oggetti che
compongono il territorio militarizzato dei consumi e della moda,
costituiscono il fulcro della passione visiva di Tom Sachs. Il loro
fluttuare, la loro ciclicità ripetitiva e coercitiva, basata su
un'imposizione totalitaristica e condotta mediante gli strumenti
dell'aggressione mediatica e del ricorso alla creazione di centri di
diffusione e di tecnologia distributiva (sorta di spazi fortificati nei
quali si attua una logica di attacco allo sguardo e al desiderio della
persona), è uno spettacolo che seduce sia l'individuo che l'artista. Gli
dà la forza di interessarsi all'insignificante che, attraverso la
pressione psicologica e sociale, il fascino e la seduzione, si carica di
significato e segna l'inconscio individuale. L'elemento di attrazione è
rappresentato dall'apparato da guerra schierato dalla gigantesca
macchina del consumo e del gusto per convincere l'acquirente... Gli
oggetti diventano un compito esistenziale." (dal volume di G. Celant: "Tom
Sachs: la militarizzazione dei consumi" Fondazione Prada 2006).
Tutto ciò non poteva essere spiegato meglio. Certamente non può non
sorgere qualche domanda. Come mai questo evento è stata fatto entrare,
quale bomba clandestina, che clandestina non è (in quanto è stato scelto
e voluto), negli stabili stessi e, cioè, in grembo e nel cuore di
un'azienda, Prada, che è tra i pilastri di questa "militarizzazione" dei
consumi evidenziata. O vogliamo dire il contrario? Oppure dobbiamo
pensare che questo Leviathan che ci sta dietro le spalle, mentre ci
svela i suoi inganni, li usa, infine, come fascino per avvinghiarci
ancora di più ad essi ed a sé, grazie all'analisi della loro
spettacolare potenza. C'è una contraddizione interna. Altra ipotesi può
essere che si stia facendo dell'autocritica, con due altre
possibilità:che ad essa si aderisca o si finga di aderire.
Leggendo i dettami dell'economia, sappiamo che le aziende per progredire
devono essere perennemente in start up. Quindi l'organizzazione del
sistema non ha regole facoltative, ma obbligatorie. E tuttavia, come
vediamo, nascono analisi demistificatrici. "Ed è per reagire a questo
totalitarismo del consumo e alla sua catena di montaggio e di
distribuzione che Tom Sachs azzera nel tutto bianco, compresa la sua
Police Car 2006, fino a Balaenoptera Musculus, 2006" (G. Celant) Infatti
tutte le opere esposte hanno come unica variazione cromatica il bianco,
che copre ogni realtà rappresentata.
Per secoli l'uomo ha cercato nel lavoro la propria identità. Oggi il
rischio è che il soggetto sia annullato per raggiungere un risultato
esterno a lui e totalmente estraneo, per fini meramente mercantili. La
persona viene prima del capitale. L'economia non può materializzare
valori che vengono imposti alla persona, spesso, come sappiamo, in
maniera subliminale, attraverso i media. La prima grande difesa è quella
di non assopire mai lo spirito critico dentro di noi, innanzitutto, e
poi la voglia caparbia di costruire, di cercare. Non si può
misconoscere, quando c'è, la validità o la bellezza di un prodotto, ma
non che questo diventi addirittura catalizzatore della nostra esistenza,
nemmeno per far guadagnare la multinazionale. Riscoprire il coraggio per
rischiare ed andare fuori dalle matematiche leggi dell'economia, che
sono valide all'interno di essa, ma non fuori dal suo contenitore.
Diversamente avviene quella "perdita di punti di riferimento e perdita
del significato del reale, sostituiti dalla mobilità e dalla fiction".
L'evento Tom Sachs, dentro la Fondazione Prada, è una riflessione,
un'analisi, forse una voce che domanda.
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