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Lunedì 1 gennaio 2007 - 16.07.44 Zucchero: Fly
Come possiamo volare come le aquile se siamo contornati da tacchini...
Disegnare Zucchero Fornaciari significa disegnare il viaggio di una voce
dura, marcatamente maschile, con improvvise fughe su toni alti,
divertiti, ironici, sempre virtuosi. La musica che egli compone, da
andamenti lenti, passa ad improvvisi movimenti ludici, fatti di
ritornelli spensierati, quasi come tuffi altalenanti e divertiti, che
vanno avanti e indietro, su note che spingono lo sguardo e il pensiero
lontano. Con estemporanei giochi musicali e di voce, rapidi e ritmati,
si alza al di sopra del banale e del quotidiano, come in una distaccata
corsa, arrivando a condursi su altri piani, su altri accordi, che
sembrano significare: non importa, andiamo, andiamo ancora. Egli si
avventura quasi in prove di gioia, in prove di dolore e di nuovo
viceversa. E' un continuo altalenare tra il toccare qualche verità,
l'esserci quasi arrivati, provando, cambiando lingua espressiva,
cambiando toni e accordi. E il non arrivare mai a toccarla. Si
percepisce una sensazione simile, anche se in ambiti e da angolature
completamente diversi, a quella che si ha ascoltando, in musica
classica, Cajkovskij: un perenne afflato, la nostalgia di qualche cosa
di mai toccato, perchè il suo acme viene, sembra, costantemente e
puntualmente, differito ogni volta. Ogni volta sembra essere spostato in
avanti. In Zucchero i modi sono graffianti, naturalmente. Scrive in
copertina: "Come possiamo volare come le aquile se siamo contornati da
tacchini". Ascoltando gli andamenti dei suoi suoni, siamo come portati a
pensare che ne nascerà la possibilità.
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