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- Magic Gladius -
 
VI GIORNATA
 Stringere alleanza (protagonista: Aran, Behem, Eton)

Magic Gladius
 

Stringere alleanza

Sulle possenti mura di cinta della capitale di Sollus due generali dalla lucente armatura discutono sulle vicende che scuotono il regno:

Eton - "L'esercito del Regno Nero guadagna ogni giorno terreno e il momento in cui la capitale del Regno di Sollus sarà stretta d'assedio sembra avvicinarsi ogni giorno di più. l'unica possibilità che abbiamo è incontrare la delegazione di Montrak e trasformare il reciproco atteggiamento neutrale in un'efficace coesione contro il comune avversario."

Behem - "Quello che dici ha del vero ma non abbiamo ancora impiegato incantesimi di alto livello contro le armate di non-morti... Potremmo evocare..."

Eton - "No. Sai bene che gli incantesimi di quel genere devono rimanere come ultima risorsa in caso di assedio della capitale, se li utilizzassimo senza freno il nemico potrebbe prepararsi a fronteggiarli. Non voglio più discuterne, non prima di avere la certezza di ciò che hanno in serbo i negromanti di Vereskatur."

Behem - "Non mi hai mai dato motivo di dubitare della tua strategia."

Eton - Con una lieve espressione di sorriso - "Nè io della tua, ho solo qualche cicatrice in più su questo vecchio corpo. Amico mio, purtroppo ho vissuto abbastanza da vedere Sollus cadere e, ti giuro, impiegherò fino all'ultimo respiro affinchè i nostri figli non debbano più patire quello questi occhi hanno dovuto vedere. Ora però occupiamoci di Montrak, i Liberi sono guerrieri validi ma le loro guide non sono validi negoziatori, non avremo difficoltà a stringere patti che ci favoriscano..."

Behem - Dopo un attimo di silenzio, quasi senza convinzione - "Dimentichi i druidi, la loro casta è molto influente e non possono essere scavalcati in decisioni di questa portata..."

Eton - "I druidi non ci daranno noie, temono Vereskatur quanto e più di noi. Per il momento non accetteranno di incontrarci di persona ma la delegazione che nei prossimi giorni ci farà visita ha certamente la loro benedizione..."

Behem - "Cosa ti fa essere così sicuro che non ci saranno druidi nascosti tra loro? Non sarebbe la prima volta..."

Eton - "Ho chiesto al messaggero che li ha incontrati di descrivermeli con precisione, la statura media è quella di una quercia, inoltre dal fetore che mi è stato riferito non si devono essere lavati per settimane - Sorridendo - "Fidati, i druidi non permettono queste mancanze, sono cagionevoli di salute e odiano la lordura..."

Behem - "In tal caso temo che non otterremo un accordo immediato. Se vogliamo chiedere loro di coprirci a Moyen... in cambio dovremo offrire protezione per la foresta Sacra e... con ogni probabilità dovremo attendere il consenso dei Saggi Anziani. Certo, è già successo in passato ma in questa fase d'instabilità manovre simili sono rischiose."

Eton - "Si tratta di Uomini Liberi e secondo le loro leggi, in quanto tali, se in numero superiore a mille, hanno una sorta di potere decisionale autonomo. Non hanno gerarchia militare e la loro guida viene scelta in base a chi è sopravvissuto a più battaglie... non si tratta di un sistema di 'facciata'... trattando con appena mille uomini Montrak non rischia più di tanto. Gli rimangono gli altri liberi, le creature, gli orchi, i corpi speciali e i druidi stessi. Non gli chiederemo di guerreggiare ma soltanto di mostrare a Vereskatur che c'è intesa tra i nostri due regni... questo è ciò che conta."

Behem - "Vuoi dire che convinceremo solo mille uomini e non tutto il regno di Montrak? Speravo in un qualcosa di più sostanzioso in cambio di un nostro impiego così massiccio. Mille uomini non faranno la differenza che ci serve."

Eton - "Al momento Moyen non è ancora in pericolo. Dobbiamo usare il tempo a nostra disposizione per ottenere i favori di Montrak. Se riusciremo a convincere il cuore di questa delegazione, nel consiglio, ci sosterrà a spada tesa coinvolgendo le rimanenti. I Saggi Anziani non si dimostreranno ostili alla parola dei loro stessi Liberi e quando sarà il momento potremo contare sull'intera macchina bellica."

Behem - "Capisco. Ora che hai sciolto i miei dubbi ora sono più tranquillo. Purtroppo i miei incarichi ad Orikan mi hanno tenuto lontano dal continente e reso molto inquieto, perdona la mia sfiducia. Quando arriveranno chi tratterà con il loro rappresentante?"

Eton - "Ci parlerai tu, voglio chiudere un'alleanza ad ogni costo."

Behem - Compostamente supito - "Non mi aspettavo... Eton, temo di non essere la persona più indicata, io sono solo un soldato e... come ti ho accennato sono appena tornato da Orikan, non ho presente la situazione attuale dei confini..."

Eton - "Ti accorgerai che i Liberi odiano i mediatori: parlerai da soldato, questo ti conferirà credibilità. Ti farò avere tutti i dati del caso. Sfortunatamente sto per partire alla volta del Golfo di Suthr, devo seguire le manovre della flotta navale e non potrò essere presente... Behem sei l'unica persona di cui mi fidi qui a palazzo. Voglio che si arrivi ad un patto 'pulito' ed unicamente militare, capisci che intendo dire?"

Behem - "Sì credo di sì... d'accordo, non avrai di che lamentarti."

Eton - abbracciando il compagno - "Buona fortuna amico mio. Ricorda: non offrire doni ma cibo. Niente donne ma promesse di onori e gloria, i Liberi non tollerano le mescolanze... Ho fiducia in te, tienimi aggiornato ogni giorno che ti sarà necessario con un Sargoi."

Dopo alcune lune di preparazione, arriva finalmente il giorno dell'incontro e davanti alle mura di Methymna appare un grande stendardo. La massiccia asta è intagliata nel tronco di un albero, la bandiera porta i colori di Montrak. Si tratta dell'esercito di Aran e per la prima volta sarà proprio lui a tenere le trattative diplomatiche.

Le immense porte della città-fortezza si aprono lentamente. I bagliori del metallo della Guardia di Sollus emanano solenni riflessi alla luce del tramonto. Il popolo che accoglie la delegazione cela sotto un lenzuolo festoso le sofferenze e le privazioni della guerra. Ci sono solo donne e bambini a dare il benvenuto ai probabili alleati.

Le costruzioni all'interno delle mura a stella sono magnificenti, in nessun altro luogo del continente di Paer l'architettura ha toccato simili traguardi. Dalle porte fino al centro della fortezza scorre suntuoso un tappeto rosso. Behem riconosce Aran tra i suoi novecentonovantanove compagni per via del mantello verde, simbolo di comando:

Ciambellano Zir - A bassissima voce - "Ecco il barbaro..."

Aran - Sfacciato - "Tutte questi fronzoli, mi fanno pensare che abbiate intenzione di proporci un patto poco favorevole..."

Ciambellano Zir - Con sorriso forzato - "Benvenuti nel nostro regno oh possenti figli della roccia, è per noi un grande onore fare la conoscenza di un così fiero popolo di guerrieri... grande Aran questo è il generale  Behem..."

Mentre il ciambellano parla Aran si siede a terra incrociando le gambe. Tutti gli altri Liberi fanno immediatamente altrettanto.

Aran - Seccato - "Lasciamo perdere i convenevoli, veniamo a quello che ci volete  proporre. Sono qui a discutere mentre miei fratelli periscono in battaglia, questo mi fa molto innervosire..."

Behem - Giunto di fronte ad Aran - "D'accordo, non perdiamo tempo, siamo qui per trovare un accordo. Fate portare i codici storici, nel frattempo volete qualche cosa da mangiare? Sarete stanchi e assetati dopo questa marcia..." - Scrutando Aran - "Abbiamo prelibatezze provenienti da ogni parte del Regno..."

Aran - Spazientito - "Basta! Ho il dovere di venire qui e ascoltarvi ma non perderò più di due clessidre in questo luogo, se avete delle proposte tiratele fuori... ora!"

Behem - Facendo cenno di portar via le vivande - "Certo, ecco i codici. Come si evince da queste cronache i nostri due regni hanno già avuto modo di combattere fianco a fianco, sta tutto scritto qui, vi posso leggere le condizioni sulle quali abbiamo già avuto modo di collaborare nei precedenti..."

Aran - "Non ti disturbare generale, sono in grado di leggere da solo e prima di arrivare ho già avuto modo di prendere visione delle nostre copie dei trattati. Le condizioni possono andare bene per quanto riguarda posizioni e tattiche. Quello che vogliamoo in più è che i vostri uomini combattano come i nostri e si adeguino al nostro modo di sostenere i punti nevralgici di difesa."

Behem - "Spiegatevi meglio, non siamo poi così lontani nel modo di gestire..."

Aran - "Siamo molto diversi. Niente ritirate in presenza di edifici religiosi o villaggi indifesi e niente armi d'assedio, frecce, incantesimi o attacchi a bersaglio indiscriminato se nel campo ci sono forze alleate. Troppe volte ho visto i vostri comandanti sacrificare la vostra fanteria, come si chiama? Cavesh! Per aggiudicarvi la vittoria. Queste sono le condizioni dalle quali non posso prescindere."

Ciambellano Zir - "Moderate il vostro ardore. Siete al cospetto di un generale di Sollus, bifolco!"

Aran - "Non ho chiesto io di incontrarvi. Uomini, in piedi! Si riparte!"

Behem - "Un momento! Ci state imponendo limitazioni troppo ristrettive e la vostra disponibilità di uomini è scarsa, arriviamo ad un accordo! Siamo legati l'uno all'altro, dobbiamo unirci per resistere a Vereskatur, abbiamo un nemico comune!"

Aran - "Non sono d'accordo, generale, da quanto capisco sapete ben poco sul nostro popolo, dovreste leggere ciò che nei vostri stessi libri sta scritto, noi abbiamo origini ben più pure delle vostre, il vostro regno è stato vittima di più incroci tra le razze di queste terre. Razze che comprendono anche nostri nemici!"

Behem - "Mi riferisco ad una convergenza ben più lontana nel tempo. Siamo figli della stessa terra..."

Aran - "No! Voi siete altro da noi, siete stranieri! Siete Contro per quel che mi riguarda! L'ultima volta che mi sono fidato di Contro la mia stessa famiglia è stata decimata... ma che ne sapete voi?"

Behem - Cambiando atteggiamento - "D'accordo, non sono un buon diplomatico e so poco di queste terre ma so capire l'animo delle persone... Voi parlate come un pezzo di ghiaccio ma i vostri occhi tradiscono una tristezza che ho già incontrato in passato.. credevo mi sarei ritrovato a parlare con un rozzo guerriero analfabeta e invece trovo un uomo saggio, un uomo saggio che ha però paura di ciò che non conosce..."

Aran - Dopo qualche istante di sguardo incredulo - "Non ripetetelo! Non c'è nulla... Nulla che io tema."

Behem - "Vi nominerò sotto-comandante. Voglio che siate voi a guidare la difesa delle nostre terre nelle aree di reclutamento di Almuth, sono certo che un giorno diverrete un grande condottiero."

Aran - "Cosa? Il mio posto è in fanteria, sta a me aprire le fila! Non mi corromperete con un titolo fasullo..." - Risoluto - "Rifiuto la carica."

Behem - "Prendetela invece, il vostro cuore e la vostra intelligenza salveranno molte più vite da un punto di comando. Non ve lo sto chiedendo. Lo otterrò comunque con una semplice missiva a Montrak, non potete sottrarvi. Partirete dopo esservi rifocillati in direzione della costa di Almuth, là darete il vostro appoggio alle nuove truppe di fanteria Cavesh e, se il vostro operato mi soddisferà, vi metterò a capo di una nostra divisione di fanteria d'assalto a Moyen. Diecimila uomini. Dal canto nostro Sollus manterrà i patti e proteggerà la foresta Sacra. Avete la mia parola."

Aran - Stupito dal cambiamento di atteggiamento di Behem - "Io non..."

Behem - "Tutti portiamo una maschera, le condizioni avverse di questa guerra fanno di uomini pieni di ideali biechi approfittatori e di quelli più innocenti violenti assassini. I vostri occhi parlano molto più della vostra bocca, so di potermi fidare. L'accordo è sancito."

Ciambellano Zir - "Ma... mio signore, il generale Eton forse non approverebbe..."

Behem - "Silenzio." - Voltandosi nuovamente verso Aran - "Allora soldato, che stai facendo ancora seduto? Da ora sei sotto il mio comando."

Aran - Alzandosi incapace di controbattere - "E va bene, accolgo la richiesta... partiremo subito. Non aspetteremo oltre ma ricorda generale, niente vittorie sui massacri!"

un cenno della testa di Behem e Aran si appresta a partire.

Tra gli uomini di Montrak, solo uno non ha distolto nemmeno per un secondo l'attenzione da Aran, l'unico a conoscere il suo segreto: Isti. Sentito l'accordo, il ragazzo si convince di non potersi esimere dall'intervenire e si lancia ai piedi di Behem.

Isti - Aprendosi la strada tra la folla - "Fermatevi, fermatevi mio signore! Non sapete quello che state facendo! Costui non è un figlio della roccia! Si tratta di un non-morto! Un vampiro di Vereskatur! Se gli affidate il comando sarà... Sarà la fine! Ascoltatemi vi prego!"

Behem - Ridendo - "Davvero pensavi che un generale di Sollus non si sarebbe accorto di un 'particolare' così importante? Ne ho sentito l'odore ancora prima che varcasse le porte della città. Il suo 'essere diverso' non si traduce forzatamente in 'essere nemico'. Ricordalo per il futuro, ragazzo e anche tu Aran."

Aran - Sconcertato - "Volete dire che sapevate? Perchè non avete... Avrei potuto uccidervi in qualsiasi momento!"

Behem - Tornando serio - "Non ho mai dovuto muovere più di una mano per liberarmi di un vampiro del tuo rango, il tuo potere è ancora ad uno stato larvale. Ora va, le mie disposizioni non sono cambiate, spero che un giorno tu capisca perchè accetto di patteggiare con un essere che in battaglia non esiterei a fare a pezzi."

CONTINUA...

 

 
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