- Pirandello e il teatro -
 
 Scritto da: VeNoM00
ARTICOLO IMMAGINE


La concezione del teatro

Pirandello non aveva inizialmente una buona visione della rappresentazione teatrale: riteneva fosse un'ulteriore traduzione della vita, già rappresentata dal romanzo. In sostanza facendo teatro si crea una ulteriore falsificazione della realtà. Pirandello supera questa contraddizione del teatro con la teoria dell'autonomia del personaggio dall'autore: bisogna fingere che i personaggi siano entità autonome che vivano di vita propria, senza che nessuno le abbia create. Inoltre accentua l'aspetto auto-critico del lavoro teatrale: mette in scena il teatro nel suo farsi (meta-teatro), la rappresentazione non è pretesa come naturale, al contrario viene messa in evidenza la sua artificiosità. Questi sono aspetti particolarmente evidenti nell'ultima fase.

Fasi

  • fase del naturalismo;
  • fase dei drammi grotteschi (Berretto a sonagli, Li o là, Il piacere dell'onestà, Così è, se vi pare);
  • fase del teatro nel teatro (Ciascuno a suo modo, Questa sera si recita a soggetto, Sei personaggi in cerca d'autore);
  • fase dei miti o surrealista (La nuova colonia, Lazzaro, I giganti della montagna);

I drammi grotteschi

Particolare attenzione meritano i drammi della fase grottesca, in cui il superamento del naturalismo porta ad un ribaltamento parodico della drammaturgia borghese, che diviene anche critica alla società contemporanea.
Ad esempio nel Così è se vi pare si scardina il triangolo borghese (moglie, marito e amante): la figlia poteva essere la figlia del signor Ponza e della signora Frola. Pirandello porta alla luce quelle contraddizioni che nel dramma borghese rimanevo nascoste. C'è spesso un personaggio che non agisce direttamente (il personaggio-coro, secondo Laudisi) ma che commenta, demistificando le credenze borghesi. Sono i personaggi-raisonneurs, ragionatori, tipici della drammaturgia grottesca del Primo Novecento.

 


Rappresentazione di "Sei personaggi in cerca d'autore"
 
<< INDIETRO