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- Il fondamentalismo islamico: una rozza forma di totalitarismo -
 

Un gruppo di Hamas con un bambino
 
IL CAPITALISMO DEMOCRATICO E I SUOI NEMICI

Da almeno due secoli nel mondo è parso trionfare un sistema di organizzazione socio-economica e politica che chiamiamo genericamente capitalismo. Il sistema capitalista, liberale e democratico ha accompagnato e guidato la modernizzazione e lo sviluppo delle società 'occidentali'.
Il modello liberal-democratico ha dapprima sconfitto il sistema nazi-fascista (seconda guerra mondiale), poi aveva avuto anche ragione del 'comunismo' sovietico (guerra Fredda); aveva in pratica lottato e vinto i più grandi sistemi totalitari del novecento. Tutto il mondo sembrava ormai trovarsi aperto ai sistemi sociali e politici occidentali: Stato laico, tolleranza religiosa, libertà civili e politiche, sistema parlamentare, iniziativa privata e libertà d'impresa economica.

Tuttavia già nel 1990, molti studiosi mettono in luce una nuova sfida che investirà l'ormai 'collaudato' sistema capitalista. La nuova contesa all'Occidente non viene più dal comunismo, ma dal comunitarismo (movimento che intende riprodurre e/o rigenerare il senso della comunità), una ideologia che rifiuta la logica del benessere materiale dell'individualismo capitalista e liberista. Questo nuovo complesso può bloccare in quasi tutti i punti la produzione della ricchezza in nome della fede nella natura (comunitarismo ambientalista) o in Dio (comunitarismo religioso, quello che genera il fondamentalismo).
Il 'comunitarismo' si è espresso in questi ultimi anni come movimento di protesta anti-globalizzazione e anche come movimento fondamentalista religioso (specialmente -ma non solo- islamico).
Il comunitarismo e il fondamentalismo sono quindi, date le premesse, una sorta delle forme 'rozze' di totalitarismo, dato che anche loro tendono a prediligere quel famoso ritorno alle origini (la COMUNITÀ, l'UMMA e la GEMEINSCHAFT), che caratterizzarono tutti i totalitarismi.
In sintesi l'anticapitalismo nel novecento si esprime ideologicamente in alcuni aspetti e movimenti interni al cristianesimo, in alcuni aspetti del modello socio-politico nazista e fascista, nel modello comunista e nel modello fondamentalista islamico diffusosi a seguito della rivoluzione degli ayatollah iraniani in tutto il medio oriente.
Tramontati il modello nazi-fascista e quello comunista, l'Occidente deve ora fare i conti con la violenta reazione fondamentalista islamica.
 
MAPPA STORICO-CONCETTUALE
 
  • 1917 Rivoluzione sovietica comunista in Russia, ispirata dalle dottrine di Karl Marx.
  • 1933 'Rivoluzione conservatrice' in Germania nazista di Hitler contro il 'capitalismo ebraico'.
  • 1979 Rivoluzione degli ayatollah in Iran: anticapitalismo fondamentalista islamico. Nascita di uno stato teocratico islamico.
    La rivoluzione degli ayatollah fu una reazione contro la modernizzazione e la industrializzazione del paese intrapreso anche grazie all'aiuto degli Usa e ricorrendo alla ricchezza petrolifera del paese.

Oggi il confronto politico-ideologíco internazionale contrappone l'Occidente capitalista al fondamentalismo di matrice islamica.
Il fondamentalismo ha guadagnato spazio e simpatie nel Terzo Mondo (ma anche all'intero dell'Occidente) riempiendo il vuoto creato dalla crisi delle grandi ideologie laiche (nazifascismo e comunismo) del Novecento e dalle insufficienze della liberaldemocrazia occidentale, accusata di diffondere in tutto il pianeta disgregazione sociale, individualismo, scetticismo, povertà materiale e morale, solitudine e isolamento psichico nelle grandi città, inquinamento ambientale e desacralizzazione della vita (timore della eclissi del sacro), quelle cose che i regimi totalitari promettevano di alleviare.

Vediamo una definizione di fondamentalismo: "con il termine Fondamentalismo si fa riferimento a una serie di movimenti che si propongono di riportare la società, ritenuta deviata e corrotta dall'espansione della modernità, all'osservanza dei principi fondamentali espressi dalla religione tradizionale" (in AA. VV., STATO E SOCIETA’, La Nuova Italia, Firenze, 1998, p.187).

Forme storiche del fondamentalismo. Tutte le religioni monoteiste (ma non solo esse) hanno prodotto forme di fondamentalismo:

  1. c'è un fondamentalismo cristiano che si basa sulla teoria dell'inerranza biblica, cioè l'impossibilità da parte della Bibbia di sbagliare, si è sviluppato grandemente negli ambienti fondamentalisti protestanti americani (ancora oggi politicamente estremamente influenti) a partire dagli anni Venti. Oggi la battaglia neofondamentalista negli USA contro pornografia, aborto, omosessualità è condotta dal gran numero di predicatori televisivi. E c'è anche un fondamentalismo antimodernista cattolico che si trova, ad esempio, nei seguaci del vescovo francese Lefebvre, ostile alle novità introdotte dal Concilio Vaticano II.
  2. c'è un fondamentalismo ebraico (responsabile anch'esso, come quello islamico, di stragi e attentati terroristici)
  3. c'è un fondamentalismo islamico.

Nessuna grande religione monoteista (e non solo monoteista) è per sua natura fondamentalista. Ma è altresì vero che nessuna religione suddetta, nemmeno quella islamica, si riduce alla sola componente fondamentalista: in tutte, al contrario, la gran parte dei fedeli abbracciano oggi, in piena coerenza con i dettami dei loro testi sacri, l'idea della tolleranza del diverso e l'idea del proselitismo mediante il convincimento e non la violenza, e sviluppano atteggiamenti concilianti con il mondo moderno.

COROLLARIO LOGICO: sarebbe un errore politico gravissimo, oltre che una ingiustizia morale frutto di ignoranza, confondere e identificare l'Islam con il fondamentalismo islamico, e vedere in ogni musulmano un terrorista fondamentalista. L'Islam in quanto religione non è destinato a entrare in guerra con l'Occidente. Il problema non è fra cristianesimo e Islam. Il 'problema' è costituito dalla reazione fanatica e assassina di gruppi terroristi fondamentalisti.

L'Islam raggruppa circa un miliardo di persone divise sia dal punto di vista della confessione e dell'etnia.
Nell'Islam classico, poi, non esiste distinzione alcuna (come invece in Occidente) tra chiesa e stato. Nell'Islam precedente la dominazione coloniale e l'occidentalizzazione vi era un solo potere nel contempo politico e religioso. Solo a partire dall'Ottocento si sviluppa un clero: i mullah e gli ulema. I fondamentalisti islamici intendono eliminare questa blasfema distinzione, segno della secolarizzazione in corso, della progressiva laicizzazione degli stati islamici.

Diffusione e dislocazione geopolitica dei maggiori gruppi fondamentalisti terroristi islamici.
La rivoluzione degli ayatollah iraniani ha fatto presa fra le masse sfruttate e immiserite di alcune zone del Terzo
Mondo. Si sono formati gruppi radicali terroristi:

  1. in Sudan, dove da anni imperversa la guerra civile e le condizioni di vita sono inumane.
  2. in Palestina, nella striscia autonoma di Gaza e nei territori occupati della Cisgiordania, dove agisce il gruppo
    terrorista di Hamas.
  3. in Libano, dove agiscono gli Hezbollah, il "partito di Dio", sostenuti da Siria e Iran.
  4. in Siria.
  5. in Algeria, dove agisce il GIA (gruppi armati islamici).
  6. in Egitto, oggi in Egitto il leader moderato arabo Mubarak deve fare i conti con una forte opposizione interna che produce terrorismo.
  7. in Afghanistan, dove i talebani (=studenti islamici) hanno imposto un regime del terrore. E' da ricordare che la guerriglia degli islamici afghani è stata ampiamente finanziata e sostenuta negli anni Ottanta dagli Usa che fornirono loro i finanziamenti e gli armaneti affinchè loro bloccassero l'avanzata del comunismo sovietico all'epoca in cui la Guerra Fredda era ancora una realtà. Oggi i talebani hanno un cotrollo pressocchè assoluta su gran parte dell'Afghanistan.
  8. in Cecenia, stato cuscinetto tra la Russia e il mondo islamico. Teatro di tragedie violentissime.
  9. In Pakistan, che ha certamente sostenuto i talebani che dominano l'Afghanistan.
  10. C'è il caso famoso dell'Iraq e del suo ex leader Saddam Hussein.
  11. Bisogna infine ricordare il gruppo Al Qaida (o 'Al-Quaeda), l'organizzazione di bin Laden, che opera in molti paesi anche non islamici.

 

LA CONCLUSIONE

Il Fondamentalismo è una forma di antimodernismo violento. I fondamentalisti si possono definire i "nemici dell'avvenire", intendono portare il loro messaggio presso le altre masse antimoderne del terzo mondo e dell'occidente, quelli che rimpiangono il 'sacro' e la 'comunità', da questo lato il fondamentalismo è quindi una forma più aggressiva e fanatica, più rozza del totalitarismo, poiché non ha completamente raggiunto tutti i 'requisiti' per essere definito un regime di tipo totalitario:
  1. Regime a partito unico, semmai abbiamo visto che un partito unico solamente dal punto di vista regioso.
  2. Un capo, un dittatore o un 'sacerdote' carismatico che sappia ideologizzare le masse verso un mito comunitaristico.
  3. La ricerca del consenso delle masse e la loro mobilitazzione.
  4. La pianificazione dell'intera economia dello stato.

La comunità (la UMMA dei fondamentalisti islamici e la GEMEINSCHAFT nazista), a cui essi tendono, è composta da un insieme organico di fratelli, che vivono in stretta interdipendenza e solidarietà, nessun individuo vive isolato ma tutti sono oggetto di protezione reciproca, legati tutti insieme da vincoli di sangue e/o di religione, a questa 'comunità' si contrappone la 'società', in cui non esistono più legami affettivi, ma solo estraneazione e individualismo, questa è la società di massa, consumistica, disperata, 'atomizzata', priva del senso del sacro, mercificatrice e disumana, sono proprio questi i fondamenti per un totalitarismo, come si è visto in tutti gli altri totalitarismi del novecento. I fondamentalisti considerano che la modernità, con tutta la sua corsa al consumismo e al benessere individuale che logora la solidarietà comunitaria, è stata prodotta da una ragione senza Dio, e per questo non ha saputo dar vita a veri valori. Bisogna però dir chiaro a quelli che per questo motivo giustificano i terroristi, che proprio loro sono i parassiti degli oppressi, non i loro amici.
 

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