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- Come vedere al buio -
 
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Tecniche e strumenti per orientarsi nell'oscurità e/o senza la vista

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Metodi per vedere al buio

In più e più situazioni di sopravvivenza può essere utile imparare a vedere al buio o addirittura a percepire l'ambiente circostante senza l'ausilio dei nostri occhi (ad esempio nel caso di un accecamento temporaneo). In questo articolo analizzeremo a tal proposito alcune tecniche efficaci; prima di passare alle metodologie è di primaria importanza sottolineare il concetto più banale di tutti: mantenere il massimo sangue freddo e una grande calma. Ecco quindi una lista di tecniche e strumenti più o meno funzionali per percepire oggetti ed ostacoli intorno a noi:

  • Fuoco - Per prima cosa accendere un fuoco; fatto questo cerchiamo un legno lungo e di medio spessore (meglio se non troppo secco); attorno all'estremità da infuocare arrotoliamo saldamente più giri di tessuto vegetale e, se ne abbiamo la possibilità, imbeviamo l'area di cera d'api, sego o parafina; diamo infine fuoco all'estremità lavorata.
     
  • Torce elettriche - Prevenire è sempre meglio che curare, se ne abbiamo l'occasione dotiamoci di una piccola ma potente torcia elettrica: con cono di luce ed intensità regolabili, con possibilità di segnali morse e con ricarica manuale (oltre che tramite batterie); se non ne abbiamo una ricaricabile usiamola solo per segnalare la nostra posizione e/o in casi di estrema necessità.
     
  • Visori notturni - Visori ad intensificazione d'immagine (necessitano una luce minima) e/o a infrarossi (buio totale) sono oggi disponibili sul mercato a prezzi molto accessibili e possono permettere esplorazioni notturne fino ad una distanza che va da un minimo di 45m (per i meno sofisticati) ad un massimo di alcuni chilometri (per i più avanzati).
     
  • Cogliere la luce - Se non ci troviamo in totale assenza di luce ricordiamo che i nostri occhi si sanno adattare all'oscurità; perchè ciò avvenga sono necessari circa 1-2 minuti ma per accelerare la dilatazione delle pupille possiamo chiuderli o fissare aree molto scure (nel fare questo evitiamo con lo sguardo anche le sorgenti luminose più lontane).
     
  • Amplificare i sensi - Tatto, udito e olfatto sono, se abbinati ed allenati, alleati formidabili; oltre che di mani e piedi possiamo dotarci di un bastone rigido e lasciare che i suoi stimoli (vibrazioni e rumore) ci guidino nell'ambiente circostante; per fare questo è importante mantenere la massima concentrazione nel silenzio più totale.
     
  • Ecolocalizzazione - Come per le balene, i pipistrelli e i delfini anche noi esseri umani siamo a nostro modo in grado di emettere dei suoni e di reinterpretarne le informazioni a seconda degli ostacoli che hanno incontrato nel loro percorso (nel paragrafo successivo analizziamo la tecnica più in dettaglio).

Ad entrambi gli ultimi due casi proposti è importante abbinare l'apporto di memoria e capacità di riproduzione mentale del territorio circostante: non basta difatti sapere dove è un ostacolo ma è fondamentale ricordarlo e dislocarlo in una specie di "mappa mentale".

Ecolocalizzazione: vedere senza gli occhi

Per capire cos'è l'ecolocalizzazione è necessario spiegare almeno vagamente il funzionamento di un radar: in sostanza il segnale parte da un punto A, trova ostacoli in B e rimbalza fino a ritornare alla sorgente A dando così idea della distanza alla quale si trova B. Come fanno molti ciechi dalla nascita anche noi possiamo sviluppare questa straordinaria abilità: si tratta di inviare segnali audio (ad esempio tramite lo schiocco della lingua) per poi rielaborarne il segnale di ritorno e focalizzare le distanze dagli ostacoli.

Il segreto sta nell'imparare ad analizzare il ritorno dell'eco prodotta dall'impatto delle onde sonore con gli elementi dell'ambiente (eco ogni volta differente). Non si tratta di avere particolari abilità ma semplicemente di allenarsi a "risvegliare" la nostra attenzione al senso dell'udito e allo stesso tempo ad escludere lo stimolo visivo. Secondo alcuni studi pare basti un esercizio di un paio di ore al giorno per 1-2 mesi per poter attingere a questa incredibile potenzialità e iniziare così un percorso di miglioramento costante e progressivo. L'efficacia che come umani possiamo raggiungere è tuttavia inferiore a pipistrelli, delfini e balene (non siamo in grado di emettere in modo altrettanto efficace), tuttavia, grazie alla ecolocalizzazione, ci sono ciechi che riescono persino ad andare in bicicletta e a giocare a palla.

 

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